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Dal quantum al 6G, la missione di Butti negli Stati Uniti

mercoledì 9 settembre 2026

3' di lettura

Intelligenza artificiale, quantum, reti 6G, cybersicurezza, semiconduttori ed energia. La missione negli Stati Uniti del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, è costruita intorno alle tecnologie che stanno ridisegnando gli equilibri economici mondiali

Tre le tappe scelte: New York, il Research Triangle della North Carolina e Washington. L’obiettivo è avviare collaborazioni con imprese, università e istituzioni americane, ma soprattutto fare in modo che producano ricadute concrete in Italia. La competizione tecnologica riguarda solo in parte la capacità di sviluppare prodotti innovativi. Contano anche la potenza di calcolo, la sicurezza delle reti e l’accesso a energia, dati e semiconduttori.

«L’Italia deve partecipare a questa trasformazione da protagonista, non da semplice acquirente di tecnologie sviluppate altrove. Le collaborazioni internazionali devono portare nel nostro Paese competenze, applicazioni e investimenti. È così che possiamo aprire nuove opportunità alle PMI e alle startup italiane», sottolinea Butti.

La prima tappa della missione è stata New York, dove l’8 settembre il Sottosegretario è intervenuto allo IonQ Investor Day, portando la posizione italiana davanti ai vertici di una delle aziende più avanzate nel settore quantistico. Al centro del confronto anche Q-Alliance, l’iniziativa alla quale aderisce IonQ e che punta a costruire in Italia un ecosistema capace di collegare ricerca, infrastrutture e industria.

Durante la tappa newyorkese è stata inoltre annunciata la collaborazione tra IonQ Italia e Lutech, finalizzata ad accelerare l’adozione industriale delle tecnologie quantistiche. Un primo risultato coerente con l’impostazione del Governo Meloni, volta attrarre attività, capacità tecnologiche e opportunità produttive.

Il viaggio proseguirà nel Research Triangle della North Carolina, uno degli ecosistemi tecnologici più dinamici degli Stati Uniti. Al Duke Quantum Center e a RTI International la delegazione italiana incontrerà ricercatori e responsabili industriali per individuare esperienze applicabili in Italia e possibili progetti comuni. Il modello è quello di una collaborazione stabile tra università, imprese e istituzioni, capace di trasformare più rapidamente brevetti e risultati scientifici in prodotti, produttività e lavoro qualificato.

A Washington il confronto si sposterà sul piano politico e strategico. Alla Casa Bianca ci sarà un colloquio con il Chief Technology Officer del governo USA, Ethan Kleini, per parlare della costruzione, tra Paesi alleati, di una base tecnologica affidabile e delle infrastrutture di calcolo necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del quantum.

Al Dipartimento di Stato Butti riprenderà il dialogo avviato a Ginevra con Adam Cassady, Ambassador at Large for Cyberspace and Digital Policy. Da quel confronto è già scaturita l’adesione italiana al 6G Call to Action. I nuovi incontri riguarderanno reti sicure, sistemi satellitari interoperabili e approvvigionamento dei semiconduttori.

Al Pentagono sarà invece approfondito il legame tra potenza di calcolo, intelligenza artificiale, disponibilità di energia e protezione delle infrastrutture critiche. Butti presenterà anche Q-Arca, il progetto sviluppato con il Ministero della Difesa e attualmente in fase di studio di fattibilità. L’idea è realizzare un’infrastruttura modulare nella quale supercalcolo, AI, quantum, cybersicurezza ed energia possano operare in modo integrato.

“Sovranità tecnologica non significa chiudersi o inseguire un’impossibile autosufficienza. Significa possedere le conoscenze e le capacità necessarie per scegliere i partner e negoziare da una posizione credibile. L’Italia può rafforzare il rapporto transatlantico portando anche la sensibilità europea sulla tutela dei diritti”, afferma Butti.

La missione è stata impostata per produrre risultati concreti con referenti stabili, gruppi di lavoro, progetti pilota e scadenze precise. La sfida, al termine degli incontri, sarà trasformare la convergenza tra Italia e Stati Uniti in investimenti, nuovi mercati per le imprese italiane e occupazione qualificata.

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