Si accendono i riflettori sulla nuova edizione del Premio Mario Verdone, celebre storico del cinema, padre di Carlo, Luca e Silvia (moglie di Christian De Sica), che non hanno mai dimenticato la figura di un uomo che ha dato tanto alla famiglia e al cinema. È stato lui, docente universitario alla Sapienza, a creare questa cattedra dove sono nati tanti registi di talento. Tra questi Carlo Verdone, laureato alla stessa Università e senza “sconti”. Vi racconto un aneddoto: Verdone doveva fare un esame importante, proprio con il padre. Gli chiese se poteva interrogarlo solo sulle pagine che aveva studiato, e il professore gli promise che lo avrebbe accontentato. Carlo ci credeva e si presentò davanti ai docenti per discutere il capitolo segnalato, ma fu bocciato dal padre, che gli diede una grande lezione di vita. Da quell'episodio, il futuro regista e attore imparò che le raccomandazioni non aiutano a crescere e che nella vita bisogna sacrificarsi per raggiungere gli obiettivi prefissi.
Questo Premio al Festival del Cinema Europeo, creato a Lecce, è un atto dovuto a un professore che non ha mai accettato compromessi. Ma la vita continua, anche se il cinema non ha più lo stesso respiro: “Il cinema è cambiato”, ha detto Verdone. “L'attuale momento storico è molto incerto ed è importante sostenere i giovani autori”. Con lui Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), e il direttore del Festival del Cinema Europeo, Alberto La Monica. Per Laura Delli Colli “in questa edizione ci sono storie nuove e importanti, e dopo una prima selezione devo dire che siamo particolarmente contenti. Queste storie ci piacciono”, ha aggiunto, “sono scritte e girate da giovani che hanno talento”.
A presentare i cinque finalisti in gara anche il direttore La Monica: “Abbiamo un vasto progetto”, ha sottolineato, “basato sull'importanza di creare nuovi protagonisti del cinema”. Ecco i nomi dei finalisti: Davide Angiuli per “Cattiva strada”, Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico per “Strike - Figli di un'era sbagliata”, Maria Fondacaro per “Il primo figlio”, Alberto Palmiero per “Tienimi presente” e Tommaso Renzoni per “Notte prima degli esami 3.0”. A decretare il vincitore del Premio saranno Carlo, Luca e Silvia Verdone: “Anche quest'anno le opere presentate in concorso dimostrano quanta voglia di fare un cinema interessante, ma anche onesto”, ha chiarito Verdone, “fatto di sensibilità e ricchezza di sguardi, che possono dare luce e passione al nostro cinema. Paolo Strippoli era al nostro festival, ed ora, dopo il concorso a Venezia, è stato candidato per l'Italia agli Oscar. Bisogna dare le opportunità ai giovani, la stessa che ho avuto io grazie a Sergio Leone, che ha creduto in me. Aveva capito che in questo giovane pieno di entusiasmo c'era del talento. La cosa che mi dà serenità è che il nostro Premio porta fortuna: tutti i registi che hanno vinto sono riusciti ad avere successo”.