Questa mattina il Blocco Studentesco ha esposto tricolori italiani nelle scuole in risposta agli striscioni con la scritta «Qui nessuno è straniero», comparsi negli istituti contro il tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi.
Nessuna scritta e nessun contro-slogan provocatorio: soltanto la bandiera italiana, verde, bianca e rossa. Una scelta che rappresenta il rifiuto di un’idea di scuola come luogo apolide e senza appartenenza, nel quale riconoscersi in un’identità nazionale venga progressivamente considerato qualcosa di sospetto o da giustificare.
«Il problema non è chi entra in una scuola italiana, ma se la nostra scuola sia ancora in grado di trasmettere orgoglio, appartenenza e comunità, invece di obbedire ciecamente al relativismo decostruzionista. Dire “qui nessuno è straniero” significa voler cancellare a monte la distinzione tra appartenenza e non appartenenza sulla quale si fondano i popoli europei e lo stesso concetto di cittadinanza».
L’azione arriva mentre parte della sinistra antagonista guarda apertamente alle proteste esplose in Francia, cercando di riproporne forme e parole d’ordine anche nella nostra Nazione. Una mobilitazione partita da rivendicazioni materiali e rapidamente degenerata nel puro e semplice scontro etnico che dimostra, ancora una volta, il fallimento del modello multiculturale francese.
«Non intendiamo assistere passivamente all’importazione dello stesso paradigma nelle scuole italiane. Per questo non abbiamo ritenuto necessario aggiungere altre parole alla bandiera italiana: chi considera problematico vederla esposta in una scuola dovrà spiegare perché. Chi considera problematica l’identità italiana dovrà assumersi fino in fondo questa posizione. Questa è l’Italia e gli italiani ci sono ancora».