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POSTE-TIM, CASASCO (FI): “SERVE CHIAREZZA SULLA TASSAZIONE DELLE PLUSVALENZE”

mercoledì 7 ottobre 2026
2' di lettura

“È necessario fare chiarezza sul trattamento fiscale applicato all’Opas Poste-Tim, per evitare che i piccoli risparmiatori si trovino a subire un prelievo calcolato su valori significativamente superiori a quelli economici effettivi dell’operazione”. Lo dichiara Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Economia del partito, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze sulla disciplina fiscale applicata all’Opas promossa da Poste Italiane sulle azioni Telecom Italia. 

“Secondo quanto riportato da fonti di stampa e da analisi di esperti tributari, in occasione del regolamento dell'operazione sarebbero emerse rilevanti criticità nella determinazione del valore fiscalmente rilevante delle azioni oggetto dello scambio e, nella quantificazione delle plusvalenze imponibili”, si legge nell’interrogazione. Nel testo si evidenzia inoltre che “tali criticità sembrerebbero derivare dall'applicazione dell'articolo 9 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, secondo l'interpretazione fornita dall'Agenzia delle entrate con la risposta all'interpello n. 537 del 9 novembre 2020 in relazione al trattamento tributario delle offerte pubbliche di acquisto e scambio che prevedano, oltre alla componente azionaria, anche un corrispettivo in denaro. Nel caso dell'Opas Poste-Tim, la media delle quotazioni delle azioni Tim nel periodo preso a riferimento sarebbe risultata pari a circa 7,6626 euro per azione, mentre il valore delle azioni Poste attribuibili in concambio, tenuto conto del rapporto di 0,218 azioni Poste per ogni azione Tim e della relativa media delle quotazioni, sarebbe stato pari a circa 5,84 euro; l'applicazione del criterio sopra richiamato comporterebbe pertanto l'assunzione del valore di 7,6626 euro, cui sarebbe ulteriormente aggiunto il corrispettivo monetario di 1,97 euro, determinando un valore fiscale di realizzo delle azioni Tim pari a circa 9,6326 euro per azione, sensibilmente superiore al valore economico di mercato del corrispettivo effettivamente ricevuto dagli aderenti”.

“Tale meccanismo determina, nell'immediato, l'emersione di una plusvalenza fiscale più elevata rispetto a quella che risulterebbe assumendo come riferimento il valore effettivo del complesso delle azioni e del denaro ricevuti, con conseguente applicazione dell'imposta sostitutiva del 26 per cento su una base imponibile più elevata”, prosegue l’atto.

Una simile situazione appare meritevole di particolare attenzione anche alla luce dei princìpi di cui dall'articolo 47 della Costituzione, nonché dell'esigenza di garantire certezza, trasparenza e neutralità fiscale nelle operazioni straordinarie che coinvolgano un numero particolarmente elevato di piccoli risparmiatori”, si legge ancora nell’interrogazione”. “Per questo – conclude Casasco – ho chiesto al Ministero dell’Economia quali iniziative intenda assumere affinché sia garantita l'applicazione di una disciplina fiscale dell'Opas Poste Italiane-Tim che consenta la determinazione di plusvalenze espressive dell'effettiva capacità contributiva degli azionisti aderenti, e se ritenga opportuno chiarire i criteri da applicare alle offerte pubbliche di acquisto e scambio nelle quali il corrispettivo sia costituito congiuntamente da azioni e denaro”.

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