Scuola, studenti e centralità della persona. Sono alcuni dei temi toccati questa mattina presso l’Università Degli Studi Niccolò Cusano in occasione del convegno “La sfida di Caivano. Un esempio virtuoso”. Nell’Aula Magna dell’ateneo c’è stata l’occasione di discutere dell’importanza del valore sociale del lavoro intorno a Caivano e di come quanto viene fatto a livello scolastico e studentesco possa essere da leva e da esempio per le generazioni presenti e future.
Al tavolo del convegno presenti la dirigente scolastica dell’istituto “Morano” di Caivano Eugenia Carfora, il maresciallo capo della stazione dei carabinieri di Caivano Carlo Menzulli, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, la professoressa di psicologia generale dell’Università degli Studi La Sapienza Anna Maria Giannini, il magistrato Valerio de Gioia, la psicologa Cecilia Iannaco e la giornalista del Tg2 Adriana Pannitteri nelle vesti di moderatrice.
Oltre al coinvolgimento accademico e istituzionale il convegno è stato caratterizzato dalla nutrita partecipazione degli studenti dell’ateneo, coinvolti in prima persona sia a livello pratico sia come protagonisti del loro percorso universitario. L’esempio di Caivano per loro è stato occasione di interrogativi e di domande legate al loro contributo al Paese e allo sviluppo personale, diventando un vero e proprio momento di aggregazione e di conoscenza delle tematiche come l’integrazione scolastica, il recupero di luoghi dimenticati e il valore del dialogo con le istituzioni.
Il convegno, inoltre, ha dato modo di garantire un dialogo ravvicinato tra poli diversi della nostra quotidianità, dal lato giuridico a quello sociale, fino al confronto tra la crescita psicologica dei ragazzi e quella pratica nella quotidianità, con la scuola al centro di ogni singola argomentazione. I vari parallelismi tra magistratura, crescita accademica e conoscenza delle materie ha permesso di fornire vari punti di vista diversi fino a trovare un punto d’accordo nell’impegno collettivo intorno alla crescita morale e quotidiana dello studente.
La dirigente scolastica Eugenia Carfora, nel corso del convegno, ha tenuto più volte a specificare l’importanza degli studenti e il loro valore umano e morale, mettendo l’accento sul lavoro a livello istituzionale: “A scuola si deve apprendere e si può fare la differenza, il cambiamento è possibile. Molti ragazzi sono veramente qualcosa di prezioso e io ci voglio essere per loro. La scuola non può fallire, è bellezza, cultura e i ragazzi se crescono nella scuola avranno un futuro migliore. Io non mi fermo – chiude Carfora - ci sono i problemi a scuola ma dobbiamo risolverli andando avanti, altrimenti la scuola si ferma ed è soltanto un pronto soccorso. Io voglio fare qualcosa di speciale”.
I saluti istituzionali sono stati effettuati dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Niccolò Cusano Fabio Fortuna e dal vicepresidente del Cda dell’Unicusano Stefano Ranucci, che ha fortemente voluto questo convegno. Lo stesso vicepresidente si è espresso così a margine dell’incontro: “So quanto la preside Carfora ha sacrificato per dedicarsi al recupero di studenti e dei giovani che sono il nostro futuro. Caivano dev'essere sdoganato come modello, le idee devono essere trasferite dalla testa alla carta per dei cambiamenti concreti. E’ fondamentale – prosegue Ranucci - che gli studenti abbiano la possibilità di raggiungere gli stessi obiettivi che hanno gli altri ragazzi, l'integrazione deve essere una parola da tenere sempre in alta considerazione mettendo i ragazzi nella condizione di raggiungere i loro obiettivi di formazione. La sfida della scuola è quella di far crescere i giovani”.
Nel corso del convegno c’è stata l’occasione di ascoltare i saluti di Salvatore Esposito, attore e scrittore noto per l’interpretazione di Gennaro Savastano nella serie televisiva Gomorra. Oltre al messaggio introduttivo lo stesso Esposito ha voluto sottolineare l’importanza di incontri simili, mettendo al centro della sua argomentazione il valore dell’aggregazione e la necessità dell’abbattimento delle distanze tra istituzioni e giovani, fino al messaggio diretto agli studenti, quello di non mollare e di non smettere mai di credere nei propri sogni e nei propri obiettivi.