Due semifinali, un’eliminazione agli ottavi e un’uscita ai gironi senza perdere neppure una partita. Il rapporto tra Juventus ed Europa League è fatto di occasioni mancate, percorsi interrotti a un passo dalla finale e risultati che raccontano momenti molto diversi della storia bianconera. A questi capitoli si aggiunge la partecipazione alla stagione 2026/27, ancora in corso.
Per ricostruire il bilancio serve fissare un confine preciso: considerare esclusivamente la competizione dalla stagione 2009/10, quando ha assunto la denominazione Europa League. Restano quindi fuori le partecipazioni alla precedente Coppa UEFA, che negli archivi vengono spesso riunite a quelle del torneo attuale. Con questo criterio, le presenze della Juventus sono cinque, delle quali quattro concluse. Nessuna ha portato alla conquista del trofeo.
La prima avventura della Juventus in Europa League comincia nella seconda metà della stagione 2009/10. I bianconeri arrivano dalla Champions League, dopo avere chiuso al terzo posto il proprio girone, e ripartono dai sedicesimi di finale.
L’avversario è l’Ajax, un nome che richiama alcuni degli appuntamenti più importanti della storia europea juventina. La squadra, guidata in quella fase da Alberto Zaccheroni, supera il primo ostacolo: vince 2-1 ad Amsterdam e difende il vantaggio con lo 0-0 del ritorno a Torino. È una qualificazione che permette di guardare con fiducia al turno successivo.
Agli ottavi arriva il Fulham. L’andata sembra indirizzare nettamente il confronto: la Juventus si impone per 3-1 in casa e si presenta a Londra con un margine significativo, risultando favorita anche secondo le quote calcio del tempo. Al Craven Cottage, inoltre, David Trezeguet segna dopo appena due minuti, rendendo ancora più favorevole la situazione complessiva.
La partita, però, cambia completamente direzione. Il Fulham pareggia con Bobby Zamora e l’espulsione di Fabio Cannavaro lascia i bianconeri in inferiorità numerica già nel primo tempo. La doppietta di Zoltán Gera riapre e riequilibra il confronto, prima che Clint Dempsey firmi il definitivo 4-1 con un pallonetto destinato a diventare una delle immagini più celebri di quell’edizione.
La Juventus viene eliminata con un risultato aggregato di 5-4. Il piazzamento finale è dunque l’uscita agli ottavi, al termine di quattro partite disputate nel torneo. Più del turno raggiunto, resta il peso di una qualificazione che sembrava saldamente nelle mani dei bianconeri.
La seconda partecipazione arriva immediatamente, ma attraverso una strada diversa. Nella stagione 2010/11 la Juventus entra in Europa League dai preliminari, con Luigi Delneri in panchina.
Il cammino estivo è convincente nei risultati. Contro lo Shamrock Rovers arrivano un successo per 2-0 in trasferta e una vittoria per 1-0 al ritorno. Anche lo Sturm Graz viene battuto due volte: 2-1 in Austria e 1-0 a Torino. Quattro incontri, quattro vittorie e accesso alla fase a gironi.
Il sorteggio inserisce la Juventus nel gruppo A insieme a Manchester City, Lech Poznań e Salisburgo. Da quel momento, tuttavia, la squadra non riesce più a vincere: tutte e sei le partite del raggruppamento terminano in parità.
Il debutto casalingo contro il Lech si chiude sul 3-3. Seguono due 1-1 in trasferta, contro Manchester City e Salisburgo, lo 0-0 interno con gli austriaci e altri due pareggi per 1-1 contro Lech e City.
Il risultato è un’eliminazione particolare: la Juventus chiude terza con sei punti, senza sconfitte ma anche senza vittorie nel girone. A qualificarsi sono Manchester City e Lech Poznań.
L’intera partecipazione comprende dieci partite, contando i preliminari. Il contrasto tra le quattro vittorie estive e i sei pareggi successivi fotografa bene una squadra incapace di trasformare la propria imbattibilità in un vantaggio concreto.
La partecipazione del 2013/14 ha un peso diverso dalle precedenti. La Juventus di Antonio Conte è ormai tornata al vertice del calcio italiano e l’Europa League diventa un obiettivo importante dopo il terzo posto nel girone di Champions.
A rendere il torneo particolarmente attraente c’è la sede della finale: lo Juventus Stadium. La possibilità di giocarsi un trofeo europeo nel proprio impianto accompagna tutto il percorso bianconero.
Ai sedicesimi la Juventus elimina il Trabzonspor con due vittorie per 2-0. Agli ottavi trova invece la Fiorentina, in un confronto interamente italiano e molto più equilibrato. Dopo l’1-1 di Torino, il ritorno al Franchi viene deciso da una punizione di Andrea Pirlo: lo 0-1 porta i bianconeri ai quarti.
Anche il Lione viene superato con due successi, prima per 1-0 in Francia e poi per 2-1 in casa. La Juventus raggiunge così la semifinale, con la prospettiva della finale interna sempre più vicina.
Il Benfica, però, interrompe il cammino. A Lisbona i portoghesi vincono 2-1, nonostante il momentaneo pareggio juventino firmato da Carlos Tévez. Il ritorno a Torino termina 0-0: un risultato insufficiente per ribaltare il confronto.
Il piazzamento conclusivo è la semifinale, con cinque vittorie, due pareggi e una sconfitta in otto incontri. Rimane soprattutto il rimpianto per l’ultimo ostacolo non superato: la finale nello stadio bianconero sarà disputata da Benfica e Siviglia.
Passano nove anni prima della successiva partecipazione. Nella stagione 2022/23 la Juventus di Massimiliano Allegri arriva nuovamente dalla Champions League e comincia l’Europa League dagli spareggi della fase a eliminazione diretta.
Il primo avversario è il Nantes. L’1-1 dell’andata a Torino lascia aperta la qualificazione, ma in Francia arriva una risposta netta: Ángel Di María realizza una tripletta e trascina i bianconeri al successo per 3-0.
Agli ottavi la Juventus elimina il Friburgo, vincendo 1-0 in casa e 2-0 in trasferta. Nei quarti supera invece lo Sporting: il successo per 1-0 a Torino viene difeso con l’1-1 di Lisbona. Per la seconda volta nell’era Europa League, i bianconeri entrano tra le ultime quattro.
In semifinale li aspetta il Siviglia. L’andata termina 1-1, grazie al pareggio juventino di Federico Gatti nel recupero. Al ritorno, in Spagna, Dušan Vlahović porta avanti la Juventus, ma Suso ristabilisce la parità e trascina la sfida ai supplementari.
È qui che arriva il gol decisivo di Erik Lamela, che fissa il risultato sul 2-1 per gli andalusi. La Juventus si ferma ancora in semifinale, questa volta dopo essere passata in vantaggio nella partita decisiva. Il bilancio dell’edizione è di quattro vittorie, tre pareggi e una sconfitta, considerando l’esito del ritorno dopo i supplementari.
La stagione 2026/27 aggiunge un quinto capitolo alla storia juventina nella competizione. Questa volta il contesto è quello della fase campionato, con un formato diverso dai vecchi gironi. L’avvio porta due vittorie: il 5-0 casalingo contro il NEC Nijmegen e il 2-1 sul campo del Celta Vigo. Alla terza uscita arriva invece il pareggio per 2-2 contro il Rennes, che lascia i bianconeri imbattuti e con sette punti.
La Juventus è chiaramente una delle favorite per la competizione, come riportato anche dalle quote del calcio presenti nei portali autorizzati. Il tutto nonostante un momento attuale non brillantissimo. Che, però, non deve togliere fiducia nell’immediato futuro.