Riconsiderare il piano per la revisione accelerata della normativa dell’Unione europea in materia di tabacco e nicotina. E' questa la posizione di una coalizione composta da 201 imprese e associazioni europee, che ha lanciato un appello alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Le conseguenze, avverte la coalizione di aziende, potrebbero essere potenzialmente rilevanti per l’occupazione, gli investimenti e il gettito fiscale in Europa.
La coalizione (che riunisce agricoltori, imprese di trasformazione agricola, operatori dei settori dell’ospitalità e del packaging, operatori del commercio al dettaglio, tabaccai, grossisti, produttori e relative associazioni di rappresentanza) ha espresso forte preoccupazione per l’indirizzo assunto dalla Commissione nell’ambito della revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco. La tutela della salute pubblica e il rafforzamento della competitività europea non dovrebbero essere considerati obiettivi contrapposti, avvertono le aziende. L'obiettivo, invece, è quello di definire un quadro normativo fondato su evidenze, proporzionato e in grado di tutelare la salute pubblica salvaguardando, al contempo, l’occupazione, gli investimenti e la competitività dell’Europa. Procedere con normative senza adeguate valutazioni degli impatti economici, sociali e occupazionali, rischierebbe di compromettere gli impegni assunti dalla Commissione in materia di competitività e migliore regolamentazione.
La filiera europea del tabacco e della nicotina sostiene oltre 1,5 milioni di posti di lavoro, inclusi più di 250.000 posti nel settore agricolo in alcune delle aree rurali più svantaggiate d’Europa. Ogni anno genera oltre 107 miliardi di euro di gettito fiscale e contribuisce per 195 miliardi di euro al PIL dell’UE. Le imprese hanno investito ingenti risorse nelle proprie attività in Europa, nelle nuove tecnologie e nello sviluppo delle competenze. La loro preoccupazione è che l’incertezza normativa e restrizioni non adeguatamente concepite possano compromettere gli investimenti futuri e i livelli occupazionali. La coalizione invita anche la Presidente della Commissione Europea a creare le condizioni per un’efficace applicazione della normativa esistente e ad affrontare un mercato illecito in forte espansione. Una sigaretta su dieci consumata nell’UE è di provenienza illecita. Secondo la Corte dei Conti europea, questo fenomeno costa agli Stati membri una perdita di gettito pari a 13 miliardi di euro l’anno. Come se non bastasse, il mercato illegale delle sigarette elettroniche in Europa è prossimo a superare, per dimensioni, quello legale. L’iniziativa della coalizione fa seguito a un secondo parere negativo espresso dal Comitato per il controllo normativo (Regulatory Scrutiny Board, RSB) della Commissione su questo dossier. Questa circostanza solleva ulteriori interrogativi circa le lacune del quadro probatorio, l’inadeguatezza del processo di consultazione e la natura affrettata della valutazione d’impatto alla base dell’analisi della DG SANTE.
"Ogni giorno, gli operatori commerciali che operano nella legalità rispettano le norme, verificano l’età dei clienti e versano le imposte dovute. Eppure, sempre più spesso, si trovano a competere con operatori criminali che non fanno nulla di tutto questo. Se nuove restrizioni si limitassero a spingere un numero maggiore di consumatori verso i canali illeciti, chi ne trarrebbe beneficio? Prima di introdurre nuove norme, l’Europa deve impegnarsi seriamente nell’applicazione di quelle già esistenti", ha dichiarato Manfredi Maria Marchese, European Affairs Advisor della Confederazione Europea dei Tabaccai. Dello stesso avviso anche Przemysław Noworyta. "Per i decisori politici a Bruxelles, questa può apparire come l’ennesima revisione legislativa. Per le famiglie di agricoltori e le comunità rurali, invece, riguarda il loro futuro. La coltivazione del tabacco continua a rappresentare un importante pilastro dell’occupazione, della produzione economica e della stabilità sociale nelle aree rurali svantaggiate di tutta Europa. Queste imprese sostengono da generazioni l’occupazione e le comunità locali. Non si può affermare di voler tutelare l’Europa rurale ignorando le persone il cui sostentamento dipende da essa", ha dichiarato il Segretario Generale della European Union of Tobacco Growers (UNITAB).