CATEGORIE

Referendum, così il sorteggio disarma le correnti

Tutte le contro-obiezioni del vicepresidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Comitato "Sì Riforma" agli oppositori della riforma Nordio
di Nicolò Zanon mercoledì 21 gennaio 2026

 Toghe

3' di lettura

Per gentile concessione della rivista Il Mulino pubblichiamo ampi stralci dell’articolo del professor Nicolò Zanon, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Comitato “Sì Riforma”. Il testo integrale è leggibile all’indirizzo https://www.rivistailmulino.it/speciale/il-referendum-sulla-giustizia, che ospita anche l’intervento in favore delle ragioni del No di Rocco Gustavo Maruotti, segretario generale dell’Anm.

Nonostante quel che sostengono molti oppositori – per i quali la revisione costituzionale avrebbe solo di mira l’indebolimento del Consiglio superiore della magistratura e, di conseguenza, della magistratura ordinaria nel suo insieme – è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti a porsi con chiarezza quale primo obiettivo essenziale della riforma. La separazione è delineata con nettezza, in primo luogo, nel nuovo articolo 102, primo comma, della Costituzione, dove risulterebbe scritto che «la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario, le quali disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti». Il nuovo articolo 104 ribadirebbe, poi, che «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente».

Non c’è qui lo spazio per ripercorrere le tante ragioni che militano a favore di questo obiettivo. Ne ricorderemo solo alcune: la necessità di affiancare l’ordinamento italiano a quello delle grandi liberal-democrazie, che di massima non conoscono carriere unitarie tra giudici e pm; la riforma (di fine anni Ottanta) del processo penale in senso accusatorio, che ha reso il pubblico ministero sempre più parte e sempre meno para-giudice, e che attende un completamento e una chiarificazione in ambito ordinamentale e organizzativo; la revisione costituzionale dell’articolo 111 della Costituzione, che stabilisce che ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale. Da questo punto di vista, la separazione non ha colore politico, e anzi è una vecchia battaglia della tradizione riformista-liberale, gradita anche alla sinistra più illuminata (come testimoniano, oggi stesso, le prese di posizione di molti esponenti intellettuali di quell’area). Molti (e io stesso in passato) hanno contestato la prospettiva che la casualità determini la composizione dei due Csm e, in parte, della stessa Alta corte disciplinare. E molti dicono che non il sorteggio, ma l’elezione, è la strada maestra per mandare nel Csm – che deve rappresentare il pluralismo delle idee presente in magistratura – i “migliori” togati. Rispetto a queste critiche, mi convincono, ora, alcune decisive contro-obiezioni. Intanto, in quanto organi di governo della carriera dei magistrati, i due Csm non devono svolgere alcun compito rappresentativo, anzi, non sono proprio organi di rappresentanza, come ha chiarito la Corte costituzionale.

Referendum giustizia, cosa diceva Gratteri nel 2021: smascherato

"Penso che a monte bisogna modificare il Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre lo strapotere delle cor...

È inoltre paradossale affermare che i migliori magistrati devono essere eletti al Csm: allora, sarebbero tutti gli altri (i “peggiori”?) a occuparsi, nei processi, di noi cittadini? A ben vedere, l’idea del potere giudiziario quale potere diffuso, la distinzione dei magistrati solo per funzioni, il principio del giudice naturale precostituito per legge conducono nella stessa direzione: se qualunque magistrato ha, nel proprio bagaglio professionale, la capacità di decidere dei beni, e talvolta della libertà, dei cittadini (è stato selezionato per questo!), deve anche possedere le competenze per fare le valutazioni amministrative che competono a un membro del Csm, e per poterle svolgere in totale serenità e autonomia. Del resto, il sorteggio non si svolgerà fra “passanti”, ma appunto fra magistrati, selezionati a monte per le loro competenze tecniche. Da aggiungere che, presumibilmente, il sorteggio avverrà fra quelli che la legislazione d’attuazione considererà sufficientemente maturi e dotati d’esperienza. C’è chi contesta che tutto questo serva all’efficienza della giustizia, ma se i due Csm composti per sorteggio, e quindi non più (o comunque meno) lottizzati, facessero, ad esempio, nomine migliori (e più veloci, non ritardate da sfibranti contrattazioni fra correnti) ai posti di presidente di Tribunale o di capo di una Procura? E se quei due Csm, ancora, producessero valutazioni di professionalità più serie e non pilotate? Non sarebbero già due ottimi risultati per i cittadini utenti del servizio giustizia?

tag
referendum giustizia
riforma della giustizia
csm

Interrogazione a Nordio Il pm di Genova va a un evento del Pd: esplode il caso

Una grossa sorpresa Referendum giustizia, un clamoroso sondaggio: 2 elettori M5s su 3 orientati verso il "Sì"

Referendum giustizia Referendum giustizia, Zanon smonta punto per punto le bufale di Barbero

Ti potrebbero interessare

Il pm di Genova va a un evento del Pd: esplode il caso

Pietro De Leo

Referendum giustizia, un clamoroso sondaggio: 2 elettori M5s su 3 orientati verso il "Sì"

Referendum giustizia, Zanon smonta punto per punto le bufale di Barbero

Referendum giustizia, cosa diceva Gratteri nel 2021: smascherato

Redazione

Il pm di Genova va a un evento del Pd: esplode il caso

È un fatto oggettivo che uno dei valori in gioco in questa campagna referendaria sulla giustizia è la cred...
Pietro De Leo

Referendum giustizia, un clamoroso sondaggio: 2 elettori M5s su 3 orientati verso il "Sì"

Un sondaggio scuote il Movimento 5 Stelle: la maggioranza degli elettori grillini potrebbe votare Sì al referendu...

FdI, Sara Kelany inchioda le toghe rosse: "Come mettono a rischio la sicurezza dei cittadini"

"Una parte della nostra magistratura non è libera e indipendente come stabilito dalla nostra Costituzione&qu...

Anna Gallucci, la pm smaschera le toghe: "Mi dissero di archiviare la sinistra e puntare la Lega"

Una rivelazione pesantissima quella di Anna Gallucci, oggi pubblico ministero a Pesaro. La toga ha raccontato un ve...