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Ultima Generazione, gli attivisti assolti dalle toghe: occupare le strade? Si può

di Alessandro Gonzato domenica 25 gennaio 2026

3' di lettura

Se degli esagitati vi bloccano mentre siete in auto impedendovi di andare al lavoro, all’ospedale, dai parenti, dalla moglie, dall’amante o dove diavolo stavate andando, imprecate pure – e noi con voi – ma sappiate che molto probabilmente i perdigiorno la faranno franca, non illudetevi. È di ieri la notizia, l’ultima di una lunga serie, che il tribunale di Roma ha assolto tutti e dieci gli attivisti di Ultima Generazione che il 7 novembre 2022, alle 8 del mattino, avevano invaso il Grande Raccordo Anulare paralizzando il traffico per diversi minuti. In zona Settebagni brandivano uno striscione con la scritta “No gas No carbone”.

Gli invasati dell’ambiente hanno comunicato che è stato disposto il non luogo a procedere «perché il fatto non è previsto come reato per l’interruzione di pubblico servizio»; «perché il fatto non sussiste come violazione del foglio di via»; e per l’imbrattamento della carreggiata è stata decisa l’assoluzione «per la tenuità del fatto». Tutto chiaro, no? Gli attivisti festeggiano: «Scavalcare quel guardrail non è mai stato facile. Trovare il coraggio di prendersi quei rischi non è mai stato facile. Ma in questa settimana, in cui le assoluzioni si sono alternate alle notizie sui disastri in Sud Italia»- sciacallaggio degenerativo sugli alluvionati – «ci rendiamo conto che niente di quello che abbiamo fatto era sbagliato o criminale o inutile. Oggi come allora continuiamo a chiedere al governo italiano di prendersi cura del Paese, o di dimettersi».

Accennavamo ai numerosi precedenti: «Con questa», informa Ultima (de)Generazione, «siamo a 58 assoluzioni per azioni dirette non violente, un numero che ci ricorda ancora una volta che in uno Stato democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono reati, ma in un Paese che risulta al 16esimo posto in classifica tra le nazioni più colpite dalla crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza». Quindi il gran finale: «Il governo anziché affrontare i problemi reali delle persone sta per varare un nuovo provvedimento legislativo teso ancora di più ad impedire il diritto costituzionale a manifestare». La sinistra, Ultima (de)Generazione compresa, all’approvazione del primo Decreto Sicurezza ha gridato al Ventennio e alla soppressione delle libertà, mettendo in fila una serie di stupidaggini sesquipedali. Ora che il governo ha pronto un nuovo decreto è ripresa la chiassata, e però certe sentenze danno l’idea che in molti casi saremo sempre punto e a capo.

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Diciotto dicembre 2025: il Tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha assolto 21 attivisti sempre di Ultima Generazione per il blocco della pista dei jet privati di Malpensa avvenuto il 14 febbraio 2023. Le accuse erano di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e imbrattamento. Per il danneggiamento e la resistenza il giudice ha riconosciuto che il fatto non sussiste, mentre per l’imbrattamento è valsa la tenuità del fat to. Due settembre 2025: il Tribunale di Milano ha assolto tutti e 5 i seguaci di Greta Thunberg che due anni prima in zona Garibaldi avevano bloccato la circolazione: anche qui fatti non sussistenti e “particolare tenuità”. Caduta pure l’accusa di aver violato i fogli di via, quindi di essere tornati senza autorizzazione all’interno del comune: per i giudici si sarebbe addirittura trattato di «atti illegittimi». Giugno 2024, ancora Milano: il giudice per le indagini preliminari, dopo che la procura li aveva accusati di danneggiamento, ha assolto con rito abbreviato i cinque ragazzotti di Ultima Generazione che si era incollati alla statua di Boccioni al Museo del ‘900. Il motivo? Hanno toccato il basamento, non l’opera. Tre però sono stati condannati, con pena di due mesi sospesa, per aver violato il foglio di via. Chiaramente una decisione fascista.

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