Giuseppe Capoccia è una voce autorevole della magistratura. Il procuratore capo di Lecce ha le idee chiare sul referendum e ai microfoni di Quarta Repubblica spiega bene cosa potrebbe accadere in caso di vittoria del "No": "Il pubblico, mistero e giudice nascono nella stessa culla, è quello che va eliminato. Siamo nati nello stesso concorso, siamo la stessa famiglia, non può essere questo. In una società liberale occorre avere la forza di separare le carriere".
A questo punto però la sua riflessione si fa più pungente e precisa: "Io temo che la vittoria del no possa determinare un delirio di ogni potenza in capo a qualcuno. Darà alla parte più radicalizzata dell'associazionismo della magistratura una forza e quasi una legittimazione politica per cui io non prevedo tempi semplici".
Insomma, le parole del magistrato danno un'idea chiara sulla posta in gioco che c'è su questo voto del 22 e del 23 marzo. E dalle parti del centrodestra di governo c'è grande ottimismo. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Sky Tg 24 ha cercato di tendere una mano alle opposizioni: "Quando avremo vinto il referendum daremo la dimostrazione che faremo di tutto per ritrovare una pacificazione" con la magistratura "che fino a questo momento non c'e' stata". Chissà se questo appello verrà raccolto. A giudicare da toni usati dalla sinistra nelle ultime ore c'è poco da star tranquilli...