Il vero collante dell’Associazione nazionale magistrati? La copertura assicurativa, secondo il Tempo. Nessuno, quindi, si sgancerebbe dal sindacato per via delle "polizze per la responsabilità civile a condizioni estremamente vantaggiose" e per "le coperture sanitarie che farebbero impallidire molti contratti privati", si legge sul quotidiano. Per questo sembra non abbiano nessun effetto gli appelli di alcune toghe, in particolare quelle che si sono esposte per il Si al referendum, alla scissione e alla creazione di un altro sindacato. Nulla cambia: oltre il 90% dei magistrati resta iscritto all’Anm.
Condizioni vantaggiose a parte, oggi il sindacato non starebbe vivendo un periodo sereno: l’elezione del nuovo presidente Giuseppe Tango, dopo le dimissioni di Cesare Parodi, sarebbe arrivata in un clima tesissimo, segno di un equilibrio fragile. Secondo quanto riporta il Tempo, inoltre, il sistema sarebbe costruito in modo da rendere difficile, anche se non impossibile, l’uscita. E così, in un contesto già segnato da tensioni e incertezze, praticamente nessuno avrebbe voglia di aggiungere un ulteriore livello di rischio. Per questo il progetto di un nuovo sindacato, una sorta di "Anm bis", resta sospeso e complicato da realizzare. "L’Anm, tra una crisi e l’altra, continua e continuerà a reggere. Non perché convinca. Ma perché protegge", chiosa il quotidiano.




