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Anche la Rai paga il canone d'affitto: appartamenti, radazioni e archivi

di simone cerroni domenica 18 maggio 2014

2' di lettura

Non sono passate neanche 48 ore da quando Renzi a Ballarò, nella serata di martedì 14 maggio, ha sottolineato come "la Rai è chiamata a concorrere al risanamento con tutti gli altri, con un contributo di 150 milioni di euro", spiegando che il Consiglio dei ministri ha "autorizzato la Rai a vendere, se lo vorrà, Rai Way e ha autorizzato a riorganizzare le sedi regionali". A distanza di due giorni il Fatto Quotidiano pubblica i costi degli studi nei quali vengono realizzati i programmi Rai, degli uffici per le redazioni, dei depositi e degli archivi della capitale. "L’azienda - riporta il quotidiano - per decenni, ha disseminato redazioni per Roma senza calibrare la metratura. Da Ballarò a Porta a Porta, da Geo&Geo a Rai Vaticano, da Rai 5 a Rai 4, il canone non è di abbonamento: è di locazione. Per un conto finale di 11,2 milioni di euro (2013), in calo di 800.000 euro". Tutti gli uffici e i costi - A Roma quindi tra un monumento e l'altro, uno scorcio da quadretto e un vicolo stretto rappresentato nella Dolce Vita di Federico Fellini o in Roma città aperta di Roberto Rossellini, è possibile finire in una delle 16 strade dove risiedono gli uffici della Rai: "Da via Goiran a viale Angelino, da via Monte Zebio a via Monte Santo, passando per via Achille Papa". Invece, "i bonifici più cospicui vengono spediti per pagare lo studio al Foro Italico", nel quale viene realizzato per esempio Ballando con le Stelle di Milly Carlucci. Poi c'è la costosissima "struttura di Borgo Sant’Angelo, che ospita i canali digitali (da Rai Yoyo in giù) e le trasmissioni col marchio vaticano: due milioni per due". Il costo degli archivi - Ma ciò che sorprende di più, ma allo stesso tempo fa capire il grado di arretratezza tecnologica, è che in via Salaria per custodire cassette vhs e nastroni che raccontano 60 anni di servizio pubblico vengono spesi 400 mila euro l’anno. Insomma un ritardo tecnologico, per via della mancata conversione, che pesa sulle tasche degli italiani, che di anno in anno pagano un canone che nel 2006 costava 99,60 euro e oggi è arrivato a 113,50 euro. Una nuova sede in arrivo - Stando a quanto scrive Il Fatto i 11,2 milioni di euro registrati nel 2013 sono destinati ad aumentare "perché la Rai - attraverso un bando di gara - sta cercando un palazzo per accogliere i 1500 dirigenti che lavorano attualmente in viale Mazzini", sede che verrà bonificata perché le storiche vetrate nascondono l’amianto da troppi anni. E il problema non è nuovo, visto quanto successo in via Cernaia a Torino.  

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