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Strage a Santhià, il nipote delle tre vittime confessa: "Sono stato io. Ho perso la testa"

di simone cerroni domenica 18 maggio 2014

3' di lettura

La sua fuga per allontanarsi dalla verità è durata poche ore. Si è fatto trovare lui stesso, costituendosi venerdi sera alla Polfer di Venezia. Lorenzo Manavella, 25enne, ha confessato l'assassinio dei nonni e della zia massacrati il 16 maggio nella loro villetta di via Marconi a Santhià, nel vercellese. Alla polizia Ferroviaria della città lagunare, dove era arrivato in treno aveva affermato: "Mi voglio costituire da voi e non a Vercelli. Sono io l'autore degli omicidi di Santhià". Lorenzo Manavella è giunto da Santhià a Venezia in treno, pronto probabilmente per varcare la frontiera, alla volta della Croazia. Poi il ripensamento e la consegna. L'effetto della droga e il movente economico - Dopo l'arresto, Manavella è stato trasferito a Vercelli, dove alle 7 del mattino è stato interrogato dal pm Roberta Brera nella caserma dei carabinieri. L'interrogatorio si è concluso alle ore 15.00. Il giovane era sconvolto, in stato confusionale e sporco di sangue. Ieri,al momento dell'arresto, aveva detto di non sapere perché l'avesse fatto. "Ho perso la testa" aveva detto agli agenti. Secondo quanto rivelato dalla stessa Procura, quando ha compiuto il triplice omicidio Lorenzo era sotto l'effetto di droghe. Nei suoi confronti è stato dichiarato il fermo per omicidio plurimo aggravato e rapina aggravata. La procura, inoltre, in una nota, e sulle basi delle prime indagini e dell'interrogatorio, parla di "impulso omicida ricollegabile alla droga" e non esclude che al delitto possano aver partecipato altre persone. Poi conclude: "Le indagini  proseguono per meglio comprendere la dinamica del delitto e le ragioni dell'impulso omicida, ricollegabile all'utilizzo di sostanze ad azione stupefacente". Secondo quanto emerso il movente sarebbe stato di natura economica dal momento che il ragazzo era tornato a casa dopo una festa di compleanno e non era potuto andare in discoteca con gli amici proprio perché sprovvisto di denaro. Il giovane, infatti, la sera di giovedì 15 maggio, era stato riaccompagnato a casa dopo una cena con alcuni amici per una festa di compleanno. Ma non avendo soldi a sufficenza non poteva  andare in discoteca con la compagnia. Così alle 23 era già a casa. La vicenda - Le vittime sono Patrizia Manavella, 58 anni, zia del 25enne, il cui cadavere è stato trovato a letto con ferite in varie parti del corpo, e i suoi nonni, Tullio Manavella (85 anni) e Tina Bono (78 anni). I due anziani vivevano in una villetta bifamiliare nel piccolo centro piemontese, divisa a metà tra la coppia e un figlio dei due, Gianluca e la sua compagna, padre del ragazzo. I genitori tempo fa si erano separati e Lorenzo ora vive con il padre e la sua nuova compagna nella villetta bifamiliare dove è avvenuto il delitto. I corpi sono stati trovati dalla badante alle 9 del mattino del 16 maggio. Secondo Vercelli Oggi, lo scorso lunedì una delle vittime, Patrizia Manavella, aveva denunciato un furto nella propria abitazione, per questo si sarebbe trasferita dai genitori in questi giorni. Gianluca e la sua compagna sarebbero rientrati nella serata di venerdì dalla Sardegna, dove sono stati impegnati in un corso di aggiornamernto professionale. L'uomo allena la squadra locale di volley nella quale gioca anche il figlio Lorenzo. E' stato proprio Gianluca, a sua volta ex campione di volley, il primo ad avere il sospetto che a Santhià poteva essere successo qualcosa ai suoi genitori. L'uomo dalla Sardegna ha chiamato, nella mattina del 16 maggio, a casa della madre, ma non ha avuto risposta. Allora ha chiamato sul cellulare la sorella Patrizia, ma anche in questo caso non ha avuto risposta. Alla fine ha chiamato un amico di Santhià, chiedendogli di andare a controllare.  

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