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Concordia, capitan De Falco rimosso dall'incarico

di Nicoletta Orlandi Posti domenica 28 settembre 2014

2' di lettura

Avrebbe meritato una promozione vista la professionalità con cui ha gestito l'emergenza la notte del naufragio della Concordia. E invece Gregorio De Falco, il capitano del “Torni a bordo cazzo” urlato al telefono a Francesco Schettino che aveva lasciato la nave ancora piena di passeggeri da salvare durante il naufragio, è stato punito. Ieri è stato informato che dovrà lasciare il settore operativo della Capitaneria di Livorno per sarà trasferito in un ufficio della Direzione marittima. Una retrocessione che lascia l'amaro in bocca. Ancor di più se si pensa che Schettino viene invitato a parlare dalle cattedre universitarie, rilascia interviste, si fa fotografare sui rotocalchi. «Sono amareggiato e sto riflettendo su molte cose, comprese le stellette che porto addosso», si sfoga in una intervista rilasciata a Repubblica. «Questo Paese è storto, privo di riferimenti corretti in cui le persone rispondano per il ruolo e la responsabilità che hanno». Ripensando a quel tragico 13 gennaio De Falco dice di non aver niente da rimproverarsi, ma pensa che ci sia un collegamento fra il suo spostamento di incarico e quello che accadde la notte della Concordia. «Penso che ci possa essere un collegamento col lavoro che ho fatto per il soccorso e forse nelle indagini». Formalmente nessuno gli ha mai rimproverato niente, «eppure queste conseguenze non sono coerenti con i riconoscimenti formali. Lo Stato su di me ha speso soldi per formarmi come responsabile del soccorso marittimo, responsabilità di cui mi sono fatto carico anche quando non mi competeva, come per esempio nella notte di Concordia». «Ero a capo dell’unità costiera di guardia a Livorno che ha un ambito geografico coincidente con le acque antistanti la provincia», spiega a Laura Montanari. «Il naufragio avvenne a Grosseto e io sono stato chiamato dalla sala operativa della direzione marittima regionale: ho risposto subito salendo in sala e assumendo ogni decisione operativa». «Quella notte», continua De Falco, «io la ricordo bene, non sapevamo nemmeno esattamente quante persone ci fossero sulla nave e i vertici di Costa alla domanda di un giornalista tre giorni dopo il naufragio su quante persone fossero sulla Concordia risposero di chiedere alla Protezione civile... il filmato è su youtube, tutti lo possono vedere. Quando ho fatto scendere le persone dalla biscaggina, ordinai di mettere sotto le zattere gonfiabili e in questo modo salvammo due bambini che caddero dalla scaletta». Eppure niente promozione. «Non era nel profilo di carriera, mi dovevano valutare quest’anno semmai. Il punto non è la promozione... », puntualizza Capitan Coraggio che il 28 settembre si presenterà nel suo nuovo ufficio. «Io sono un militare», taglia corto De Falco.

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