CATEGORIE

Corte di giustizia europea e migranti: il Paese in cui arrivano ha l'obbligo delle richieste d'asilo

di Giulio Bucchi domenica 30 luglio 2017
2' di lettura

Anche in caso di "crisi migratoria", lo Stato europeo in cui i migranti arrivano è competente per l'esame delle richieste di asilo: lo ha stabilito la Corte europea di giustizia con una sentenza su un caso riguardante la Croazia e la Slovenia ma che interessa da vicino anche l'Italia, Paese in prima linea nella attuale crisi migratoria. Secondo il regolamento di Dublino, che norma il diritto di asilo in Ue, ricorda la Corte, in caso di passaggio illegale delle frontiere il Paese competente non può essere quello in cui la domanda viene presentata (in questo caso la Slovenia) ma il primo in cui i migranti sono giunti (la Croazia). Dunque la Corte europea di giustizia ha stabilito che anche con una crisi migratoria vale il regolamento di Dublino III, secondo cui il migrante deve aspettare il riconoscimento di rifugiato nel Paese dove è stato accolto. Il caso riguardava un cittadino siriano e due famiglie afghane che nel 2016 avevano varcato senza visto la frontiera fra Croazia e Serbia; il trasporto era organizzato dalle autorità croate perché presentassero la richiesta di asilo in altri Paesi Ue. Il cittadino siriano presentò la richiesta in Slovenia, e le famiglie afghane in Austria. I due Paesi hanno respinto la richiesta che doveva - secondo il regolamento di Dublino - essere presentata in Croazia, Paese di primo arrivo. I richiedenti asilo hanno allora presentato un ricorso ma la Corte oggi ha dato loro torto: "L'attraversamento di una frontiera in violazione dei requisiti imposti dalla normativa applicabile nello Stato membro interessato, deve necessariamente essere considerato illegale ai sensi del regolamento Dublino III", si legge nella sentenza. Inoltre, si legge nel dispositivo, la nozione di "attraversamento irregolare di una frontiera" abbraccia anche la situazione in cui uno Stato ammetta nel proprio territorio cittadini di un Paese non Ue invocando ragioni umanitarie e derogando ai requisiti di ingresso in linea di principio imposti ai cittadini di Paesi non Ue". L'unica eccezione al trasferimento di un richiedente asilo verso lo Stato competente di primo arrivo, si legge ancora nella sentenza, può essere prevista "se, a seguito del'arrivo di un numero eccezionalmente elevato di cittadini di Paesi non Ue intenzionati ad ottenere una protezione internazionale, esiste un rischio reale che l'interessato subisca trattamenti inumani o degradanti in caso di realizzazione di tale trasferimento". In un'altra sentenza pubblicata oggi, la Corte stabilisce poi che la richiesta di trasferimento nel Paese competente di primo arrivo deve essere presentata dal Paese in cui è invece stata presentata la richiesta di asilo entro tre mesi, altrimenti non vale. In questo caso la sentenza riguarda un cittadino eritreo sbarcato in Italia che ha chiesto asilo in Germania, che ha però chiesto il trasferimento in Italia oltre il termine dei tre mesi. 

tag
migranti
unione europea
richiesta asilo

Il protocollo sui migranti Centri in Albania, la corte Ue zittisce chi gridava al danno erariale

Cavillo & invasione Migranti, il trucco delle toghe per accogliere immigrati irregolari

Immigrazione, sesso in cambio del permesso di soggiorno: scandalo a Napoli, chi è coinvolto

Ti potrebbero interessare

Centri in Albania, la corte Ue zittisce chi gridava al danno erariale

Brunella Bolloli

Migranti, il trucco delle toghe per accogliere immigrati irregolari

Roberto Tortora

Immigrazione, sesso in cambio del permesso di soggiorno: scandalo a Napoli, chi è coinvolto

Follia Ue, nuovo piano verde contro la crisi: come ci rovinano

Antonio Castro

Angri choc, donna tradita evira il marito: come lo ritrovano

Orrore puro e scena macabra e truculenta ad Angri, in via Zurlo. Una donna di 35 anni ha scoperto che il marito, di sei ...

Eitan Bondì e gli spari all'Anpi: "Nessun movente politico né legami con la Brigata ebraica"

Il gip di Roma ha disposto gli arresti domiciliari per Eitan Bondì, il 21enne fermato per aver sparato con una pi...

Eitan Bondì e gli spari all'Anpi, "pistola ad aria compressa non idonea a uccidere"

Meglio una martellata sulla testa o un pallino sparato da una pistola ad aria compressa sulla spalla, sulla mano oppure ...
Pietro Senaldi

Garlasco, "Sempio non parlerà. E il movente...": la profezia di Gallo

"Assolutamente non parlerà e si avvarrà della facoltà di non rispondere perché non potr...
Redazione