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La cassazione condanna

il sindaco spaccone
di Albina Perri sabato 9 maggio 2009

1' di lettura

Il sindaco spaccone deve pagare come tutti. Lo dice la Cassazione: il lei non sa chi sono io non si usa più. I giudici hanno ripreso il primo cittadino del Leccese, Nicola F, che, multato da un suo vigile per avere percorso una strada in senso vietato, per tutta risposta aveva detto: «Io sono il tuo capo, devi obbedire ai miei ordini, domani ti voglio nel mio ufficio a rapporto». In questo caso, il vigile Anna Rita B., vedendo che il primo cittadino transitava in una zona vietata al traffico «peraltro su ordinanza sindacale» dello stesso sindaco, aveva proceduto a multarlo. Ne era seguita la risposta minacciosa del primo cittadino. La vicenda è finita in un'Aula di giustizia e sia il Tribunale di Lecce che la Corte d'Appello della stessa città, nell'ottobre 2007, hanno condannato Nicola F. per il reato di minacce alla vigilessa, disponendo anche un risarcimento di 5 mila euro. La Cassazione oggi conferma: sindaco gradasso condannato.

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