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Belluno, un trans carcerato:

"Violentato da un agente"
di Michelangelo Bonessa sabato 4 luglio 2009

2' di lettura

 Sesso in carcere. La magistratura indaga su un episodiodenunciato da un trans detenuto a Baldenich. Secondo quanto denunciato daltransessuale, una guardia carceraria lo avrebbe costretto a un rapporto orale,abusando così della propria posizione di forza nei confronti del detenuto.A rafforzare la sua denuncia, il trans avrebbeconsegnato un sacchettino dove aveva riversato il liquido seminale conseguenteall’atto sessuale. Il tutto sarebbe dunque stato sequestrato dagli stessicolleghi del poliziotto penitenziario e consegnato in Procura. Il magistrato non commenta - Il magistrato di turno, il sostituto Martina Gasparini,che preferisce non commentare la notizia, avrebbe dunque aperto un’indagine perverificare l’attendibilità della denuncia nei confronti della guardia. Sulla questione, estremamente delicata, come ècomprensibile vige il più totale riserbo. Da quanto si è potuto apprendere,all’interno del carcere i colleghi della guardia accusata non escludono che sipossa trattare di un’accusa totalmente inventata dal transessuale in questione,magari per poter essere trasferito o cercare di ottenere altri benefici. L'area riservata del carcere - I detenuti transessuali occupano un’ala apposita nellacasa circondariale di Baldenich, ristrutturata da poco in seguito alledisposizioni del decreto presidenziale di Carlo Azeglio Ciampi emanato dopo lerivolte carcerarie del 2000. In virtù delle cure ormonali cui vengono sottoposti persviluppare e mantenere caratteristiche fisiche femminili hanno spesso reazioniparticolari e vengono considerati detenuti a rischio. Per quanto riguardacomunque l’episodio denunciato l’altro giorno, secondo il detenuto non sarebbestata la prima volta che quella guardia avrebbe approfittato del suo ruolo percostringere gli ospiti dell’ala trans a rapporti sessuali. Stavolta, con la consegna del liquido seminale ladenuncia potrebbe essere suffragata da una prova importante. Sta ora allaProcura, che effettuerà le analisi del Dna per stabilire a chi appartenga losperma raccolto nel sacchetto dal detenuto e consegnato ai colleghidell’accusato, portare avanti le indagini. Il caso è delicatissimo e, se l’accusa lanciata daldetenuto si rivelasse fondata, ciò potrebbe avere effetti molto pesanti sullastruttura carceraria, la cui ala destinata ad accogliere i trans è considerataun vero fiore all’occhiello dell’edilizia carceraria nazionale.

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