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Commissario Ue contro la Fiat

Marchionne e Frattini: rabbia
di Albina Perri sabato 25 aprile 2009

2' di lettura

Un commissario europeo attacca la Fiat e La Fiat ribatte seccata, il ministro Frattini s'inalbera e Emma marcegaglia dice che è innammissibile. Insomma, un putiferio. E' la seconda volta che il commissario europeo Guenter Verheugen esprime giudizi negativi sulla casa automobilistica italiana, creando crisi internazional. Ma Sergio Marchionne, Ad di Fiat, e il ministro degli esteri italiano, stavolta gli rispondono. "Dal commissario responsabile per l'impresa e l'industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria, invece di sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere", ha detto Marchionne. Si tratta di una "interferenza nelle scelte industriali di soggetti privati, tanto più inaccettabile in quanto una delle aziende in questione è della stessa nazionalità del vice presidente della Commissione", ha detto Frattini. Che ha aggiunto: «Spero che il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, vorrà smentire le improprie dichiarazioni del vicepresidente". Guenter Verheugen a una radio tedesca aveva definito la Fiat un gruppo "altamente indebitato" e si era chiesto dove il Lingotto "troverà i soldi" per portare aventi le operazioni Chrysler e Opel. "Credevo - ha aggiunto Marchionne - che il suo ruolo a Bruxelles fosse chiaramente super partes, indipendentemente dalla sua nazionalità". "E' la seconda volta nel giro di pochi mesi - ha concluso l'a.d. Fiat - che il commissario Verheugen esprime opinioni che non sono costruttive per l'industria dell'auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno. Queste affermazioni non aiutano nello scopo finale di ristabilire solide condizioni sulle quali costruire il futuro dell'industria dell'auto".   Ed Emma Marcegaglia: "Credo sia un atteggiamento grave, che in un certo senso distrugge l'Europa". Questo rappresenta il "caso in cui a dichiarazioni altisonanti contro il protezionismo corrispondono poi atteggiamenti che proteggono le aziende del proprio Paese", ha aggiunto. Il Lingotto punta ad aggiudicarsi non solo Chrysler ma anche una quota di Opel, divisione di General Motors, nel tentativo di incrementare le sue vendite globali. E intanto Chrysler, secondo indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, farà ricorso al Chapter 11, che di fatto corrisponde all'amministrazione controllata, in un'operazione che avverrà probabilmente già dalla prossima settimana (il 30 aprile scade l'ultimatum del presidente Obama per la concessione dei contributi pubblici). Secondo quanto riportato dall'edizione odierna del Wall Street Journal, che cita persone vicine alle due società, il ricorso alla protezione dai creditori avverrà a prescindere dall'accordo con Fiat.

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