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Trans seviziato e ucciso

arrestati due ragazzi
di Albina Perri sabato 9 agosto 2008

2' di lettura

Milano - Sequestrato, selvaggiamente picchiato,derubato, violentato elasciato morire su una piazzola della tangenziale di Milano. E’ questa l’orribilefine di un transessuale brasiliano di 30 anni, Gustavo Brandau Ranger, soprannominato“Samantha”, ucciso la sera del 29 luglio. Gli autori di questo massacro sonodue giovani un marocchino minorenne e Davide Grassi, 20 anni originario di Cataniae residente a Rozzano in provincia di Milano. Ranger, che lavorava a Novara, èstato abbordato dai due giovani omicidi che pretendevano da lui prestazionisessuali gratuite. Quando il brasiliano si è rifiutato, i due aguzzini lo hannocolpito e trascinato in auto, ferendolo gravemente alle braccia e facendogliperdere molto sangue. Condotto su una piazzola di sosta, in fin di vita, Ranger hasubito violenza sessuale da entrambi. Gli assassini lo hanno anche derubato dei60 euro che aveva nella borsetta e lo hanno costretto a confessare dovenascondesse la restante parte dei guadagni della serata . Le ultime parole dellavittima, poco prima di morire, sono state: "I soldi sono dietro un alberoin via Novara". Poi Grassi e il complice marocchino lo hanno abbandonatoli, cadavere, nella piazzola di sosta. "E' uno dei delitti più efferatiche mi sia mai capitato in 20 anni di professione - ha affermato FrancescoMessina, capo della Squadra mobile di Milano - il loro racconto e' peggio diarancia meccanica". Un trans che ha assistito al sequestro ha denunciato ilprimo agosto l'episodio al commissariato Bonola. Grazie alle telecamerecomunali presenti in via Novara gli inquirenti hanno individuato l'autoutilizzata per il sequestro. Il veicolo, ritrovato in via Bagarotti, era pienodi impronte digitali del giovane marocchino, che si trovava nella comunità diDon Gino Rigoldi. Grazie a lui la polizia è risalita anche all’identità delcomplice italiano. I due sono stati fermati ieri sera e dopo un interrogatoriodurato diverse ore hanno confessato. Forse, durante la furia omicida, gliassassini erano sotto effetto di stupefacenti. Su di loro pendono lepesantissime accuse di  sequestro dipersona, estorsione, violenza sessuale e omicidio volontario.

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