Un neonato con gravissime malformazioni, le prospettive di vita inesistentii. E una dottoressa che, con il consenso dei geniotri, ha staccato la spina. È questa la rivelazione fatta da un medico dell'ospedale CàFoncello durante un convegno su etica e medicina a Padova. La vicenda è riportata sulle pagine del Corriere Veneto. "La dottoressa - scrive il quotidiano, "ha raccontato di averlo fatto dopo il sì dei genitori del piccolo chesi trovavano con lei nella stanza d'ospedale dov'era il bambino, dopoun'operazione rivelatasi inutile. Il bimbo aveva cinque giorni di vita". Di casi analoghi, ha poi aggiunto il medico, su neonati sarebbero avvenuti "altre cinque,sei volte". Avendo valutato che non vi erano prospettive di ripresa, ha proseguito la dottoressa, "noidell'equipe ci siamo guardati e ci siamo detti: non possiamo fare piùniente, che senso ha proseguire le terapie?. Così abbiamo chiamato i genitori del bambino: abbiamospiegato che non aveva più senso quello che stavamo facendo. Lo hannocapito. Abbiamo chiesto se, prima di dirgli addio, la mamma volesseprendere in braccio il suo bambino, che era attaccato alle macchine. Inun primo tempo ha detto che non le sa sentiva, poi nel momento crucialeha cambiato idea. L'ha preso, si è seduta su una poltrona tenendolo ingrembo e noi, piano piano abbiamo bloccato la somministrazione deifarmaci. Il bimboè morto tra lebraccia della mamma, nella tranquillità del reparto". E il medico di Treviso Nadia Battajon si giustifica: "Non è eutanasia". Il concetto di cura di un bambino morente significa infatti, spiega, "aver cura di ogni suo momento rimanente, e consentirgli di morire fra le braccia dei genitori, anzichè comunque e di lì a poco in un lettino isolato e collegato a decine di cannucce e cavi, è senz'altro la scelta migliore per tutti. Nel prendere la decisione, ha detto la Battajon, è stata applicata la mozione del Comitato nazionale per la Bioetica, che dipende dalla presidenza del Consiglio dei ministri, votata dalla seduta plenaria del 28 gennaio 2005. Nel caso specifico, peraltro non dissimile, è stato sottolineato, da vari altri che si verificano con regolarità, il bambino - del peso di meno di 1 kg e gravemente malformato - secondo i medici trevigiani non sarebbe sopravvissuto che per poche ore al massimo, anche con tutti i trattamenti possibili. Sullavicenda ora la Procura presso il Tribunale di Treviso aprirà unfascicolo. Antonio Fojadelli, Procuratore capo di Treviso, precisa chel'apertura del fascicolo è un "atto dovuto, necessario per rendersiconto di come stanno le cose. La vicendava presa in considerazione per gli aspetti giuridici che la riguardano,poiché la magistratura non si occupa di etica. È ovvio che in questafase il nostro lavoro è solo di verifica dei fatti".