Il caso

Alberto Genovese, sul tavolo del giudice spunta un audio: ragazza consenziente?

Il gip di Milano, Tommaso Perna, ha accolto la richiesta di accertamenti fonici presentati dai legali di Alberto Genovese, che si trova in carcere con l’accusa di aver violentato per ore una 18enne, stordita in precedenza con un mix di droghe. Il giudice ha fissato un’udienza per il prossimo 6 aprile per conferire l’incarico al Ris di Parma: in particolare la difesa ha chiesto l’accertamento per verificare se dagli audio delle diciannove telecamere installate nella varie stanze del super attico possa emergere che la ragazza aveva dato il consenso a ciò che è avvenuto in seguito. 

 

 

Difficile che possa andare così, considerando che il video dal quale l’esperto dei carabinieri dovrà ascoltare e trascrivere ogni singolo suono estrapolato era stato a rischio di cancellazione: l’ex imprenditore aveva infatti cercato di eliminarlo prima di essere arrestato. Nella fase di indagine che ha poi portato al fermo è infatti emerso che Genovese aveva chiesto a un collaboratore di “piallare” tutto, ovvero di cancellare tutto ciò che era stato registrato la sera del 10 ottobre. 

 

 

Nel frattempo è in corso un’altra perizia, sempre disposta dal gip nei giorni scorsi, per stabilire se le condizioni di salute mentale - legate alla dipendenza alla cocaina - di Genovese siano o meno compatibili con la detenzione in carcere. L’ex imprenditore è infatti rinchiuso a San Vittore dallo scorso 6 novembre con l’accusa di aver drogato e violentato due ragazze tra Milano e Ibiza.