Un nuovo blitz degli attivisti per il clima di Ultima Generazione: nel mirino la fontana della Barcaccia, in Piazza di Spagna a Roma, riempita di vernice nera. Per ora Elly Schlein, segretaria del Pd, tace. Una decina di giorni fa, ospite di Stasera c'è Cattelan su Rai 2, aveva difeso gli eco-teppisti che avevano appena sfregiato un muro di Palazzo Vecchio a Firenze con queste parole: "Al di là del metodo scelto che posso non condividere, non dobbiamo fare l'errore di guardare troppo il dito e non la Luna. Stanno solo chiedendo di ascoltare la scienza. Quando ci siamo trovati ad affrontare il dramma della pandemia, noi politici e istituzioni abbiamo dovuto affidarci a chi ne sapeva di più. Ma se l'abbiamo fatto con la pandemia, perché non lo facciamo invece sul clima?". Una presa di posizione che aveva provocato la rivolta dentro al suo stesso partito, visto che il sindaco di Firenze Dario Nardella, big dem, era sceso in strada personalmente per fermare uno degli attivisti di Ultima generazione placcandolo e allontanandolo malamente al grido "che caz***o fai?". Non priorio la stessa morbida posizione della sua segretaria.
♠️ Roma - Tinta di nero l'acqua della fontana della Barcaccia
— Ultima Generazione (@UltimaGenerazi1) April 1, 2023
E' assurdo che questo gesto vi scandalizzi, quando stiamo vivendo un'emergenza siccità che mette in crisi l'agricoltura, la produzione di energia... insomma la nostra stessa sussistenza, e ci sono dei responsabili. pic.twitter.com/AROZ0oU8CX
Guarda caso, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri è un esponente del Pd, e anche lui come Nardella condanna il gesto. "I tre autori sono stati fermati immediatamente, sono anche entrati nella fontana. Quello che è stato fatto è stupido e dannoso. Adesso vedremo cosa fare: siamo occupati per rimediare a questo danno e poi valuteremo perché queste persone dovranno rispondere di ciò che hanno fatto, visto che è un atto contro la legge. Noi siamo disponibili ad ascoltare e siamo in prima linea contro i cambiamenti climatici: discutiamo su come rafforzare l'impegno, ma non così".
"Usare un monumento come sfondo per propagandare le proprie idee, con il risultato però di rischiare di danneggiare, anche seriamente, quello stesso monumento è un atto da ecoidioti. Un gesto insensato che condanno nettamente - sono le parole di Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale -. I monumenti, infatti, non sono palcoscenici o quinte teatrali, bensì opere delicate che hanno bisogno di essere trattate con attenzione e rispetto".
In passato, i monumenti della capitale sono stati oggetto di altri blitz. Nel gennaio del 2008, una cascata di 500mila palline di plastica colorate, invase la Scalinata Trinità dei Monti. Nell'ottobre del 2007, invece, toccò alla Fontana di Trevi, che fu riempita di vernice rossa. In nessuno dei due casi, vi sono stati danni ai monumenti. Ma il responsabile di quelle azioni fu identificato e portato a processo. Graziano Cecchini - questo il suo nome - ribattezzato il Tintore di Trevi fu condannato per la cascata di palline, con rito abbreviato, a 8 mesi di reclusione. L'accusa era di interruzione di pubblico servizio perché in quella circostanza le 500mila palline impedirono il passaggio in piazza di Spagna di due bus. Ma quella era un'altra storia.