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Federica Torzullo, i genitori di Carlomagno dai pm: cosa filtra

di Simona Pletto venerdì 23 gennaio 2026

3' di lettura

L’ombra di un complice, un padre che compare all’alba davanti alla villetta, un orario della morte che non coincide con la confessione. Il delitto di Anguillara, invece di trovare un perimetro più definito dopo l’arresto di Claudio Carlomagno, si allarga. E lo fa proprio attraverso le parole dell’uomo che ha ammesso di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, 41 anni: una confessione giudicata dagli inquirenti «non pienamente credibile», tanto da aprire nuovi fronti investigativi.

È la gip di Civitavecchia, Viviana Petrocelli, a mettere nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare i punti di frizione tra il racconto dell’indagato e i riscontri oggettivi. La misura è motivata dal pericolo di inquinamento delle prove e da una condotta che, scrive il giudice, mostra «una particolare ostinazione» e l’assenza di qualsiasi segno di pentimento. Carlomagno, 45 anni, è accusato di omicidio e occultamento di cadavere. Il movente indicato dall’uomo — la scoperta di una relazione extraconiugale e la paura di perdere il figlio — viene smentito dalle testimonianze.

Federica frequentava un nuovo compagno nelle Marche almeno dal 2022 e si recava ad Ancona a weekend alterni. Un cambiamento di vita noto, compatibile con una separazione già di fatto. A innescare la crisi finale, secondo l’accusa, non sarebbe stata la gelosia ma l’impossibilità di evitare la formalizzazione della separazione, osteggiata da Carlomagno.

Un appuntamento da un avvocato, racconta un’amica della vittima, era già saltato per la sua opposizione. Una circostanza che aveva molto preoccupato Federica, tanto da confidarla l’8 gennaio, poche ore prima di essere uccisa.

Le telecamere della villetta di via Costantino smentiscono la prima versione dell’uomo: Federica non esce più di casa dopo le 19.25. Alle 7.08 del mattino seguente compare il Fiat Doblò del padre di Carlomagno, Pasquale. Resta davanti all’abitazione 9 minuti. Dice di aspettare il figlio per andare al lavoro, ma Claudio non sale a bordo. Alle 7.35 esce invece con il suo suv Kia Sportage. Nel bagagliaio, sostiene, c’è il corpo della moglie appena uccisa. Ma l’orario del delitto è uno dei nodi centrali: l’ipotesi più accreditata è che Federica sia stata ammazzata la sera prima o durante la notte.

A rendere fragile il racconto sono i tempi. In poche ore Carlomagno concentra spostamenti, trasbordi di mezzi, tentativi di bruciare il corpo, il ritorno a casa, un passaggio in cantiere e il recupero delle chiavi di un escavatore. Alle 14.17 rientra a casa accompagnato da una persona «al momento non identificata», annota il gip. Un’ombra sul sedile del passeggero ripresa dalle telecamere. Chi era? Un complice? O il figlio appena preso a scuola? Su questo punto il reo confesso tace.

Le incongruenze proseguono: il citofono che non funzionava, il portafogli dimenticato e poi ritrovato in tasca, il presunto gioco con il gatto mai inquadrato dalle telecamere. Intanto i dati telefonici raccontano altro: il cellulare di Federica si muove insieme a quello del marito la mattina del 9, fino al deposito dell’azienda, dove resta attivo almeno fino alle 8.40. Poi il silenzio. Il telefono, dice Carlomagno, è stato bruciato. Non è stato trovato.

Sul corpo di Federica l’autopsia ha rilevato 23 ferite da taglio, inferte con una lama bitagliente che i carabinieri cercano in un posto indicato dallo stesso Carlomagno. Gli investigatori ipotizzano l’uso di due coltelli. Un dettaglio decisivo per capire se l’omicidio sia stato d’impeto o preparato. La freddezza dimostrata nel seppellire il corpo su un letto di ghiaia, per favorire il drenaggio dei liquidi e limitare gli odori, mal si concilia con lo «stato confusionale» rivendicato dall’uomo.

Resta infine il padre, non indagato, ma presente sulla scena del crimine in una fascia temporale cruciale. In quel margine ristretto di tempo si concentra l’alternativa che guida ora l’inchiesta: la presenza di qualcun altro oppure un’azione pianificata incompatibile con l’improvvisazione. Ieri, intanto, sono stati ascoltati anche i genitori di Federica per avere riscontro su alcune informazioni di Carlomagno. Ascoltati anche i genitori del reo confessom che però dovranno ritornare dai carabinieri per altri dettagli.

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