CATEGORIE

Federica Torzullo, la clamorosa richiesta della sorella: in carcere...

di Simona Pletto giovedì 29 gennaio 2026

3' di lettura

C’è una giustizia che indaga, scava, misura gli alibi al minuto. E ce n’è un’altra che, nel silenzio delle stanze dei tribunali, prova a ricucire ciò che la violenza ha strappato. Ad Anguillara Sabazia, mentre i carabinieri tornano nella villetta dell’orrore e l’arma del delitto resta un’ombra lungo la Braccianese, il futuro dell’unico vero innocente di questa storia ha trovato un primo approdo: il figlio di Federica Torzullo vivrà con i nonni materni. Nessuna comunità, nessun trasloco forzato, nessun ulteriore trauma. Resterà nel suo paese, tra la scuola, gli amici, le strade che conosce a memoria. Quando tutto crolla, ciò che resta uguale diventa un’ancora.

Il Tribunale per i Minorennidi Roma ha così confermato l’affidamento ai genitori di Federica, gli unici nonni rimasti in vita dopo il suicidio di Pasquale Carlomagno e della moglie Maria Messenio, avvenuto pochi giorni dopo l’arresto del figlio Claudio per l’omicidio della moglie. Una decisione che mette al centro non la burocrazia, mala fragilità di un bambino diventato “orfano speciale”, come li definisce la legge: minori che perdono un genitore per mano dell’altro.

IL PROTOCOLLO
Ed è proprio per questo che accanto ai nonni, chiamati alla cura quotidiana e affettiva, i giudici hanno nominato un tutore legale: il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo. Non una scelta simbolica, ma l’applicazione di un protocollo preciso. Con la madre uccisa e il padre detenuto, con la responsabilità genitoriale sospesa, la rappresentanza giuridica del minore passa all’autorità pubblica.

Spetterà al primo cittadino coordinarsi con il giudice tutelare per ogni atto civile: dalla tutela del patrimonio all’accesso ai benefici previsti dalla legge 4 del 2018, che garantisce borse di studio, supporto psicologico, cure gratuite e percorsi di sostegno per gli orfani di femminicidio. Lo Stato, in altre parole, si fa carico formalmente della sua voce.

Intanto la giustizia penale continua a cercare risposte. Ieri mattina i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia e della compagnia di Bracciano sono tornati nella villetta di via Costantino. Un nuovo sopralluogo per verificare la versione fornita da Claudio Carlomagno, che dopo l’arresto ha parlato di una lite finita nel sangue in bagno, alle 6.30 del mattino del 9 gennaio, con un coltello trovato casualmente. Orari, dinamica, pulizia della casa, trasporto del corpo: ogni passaggio viene passato al setaccio, anche alla luce delle immagini delle telecamere che mostrano il padre dell’indagato arrivare davanti alla villetta tra le 7.08 e le 7.17.

Nel pomeriggio i militari si sono spostati di nuovo nella ditta di via Comunale San Francesco, dove il corpo di Federica era stato sepolto a due metri di profondità. Le telecamere avevano immortalato Carlomagno entrare alle 7.40 con la sua Kia Sportage bianca, il cadavere nascosto nel bagagliaio, e restare fino alle 8.45 prima di allontanarsi con un furgone. Orari che ora vengono confrontati con i dati tecnologici.

Anguillara, il figlio affidato ai nonni materni: la decisione

Il Tribunale per i Minori di Roma confermerà l'affidamento ai nonni materni e al sindaco di Anguillara, in qu...

L’AUTOMOBILE
Proprio sull’auto si stanno concentrando accertamenti cruciali: memoria interna, centralina, sistema di infotainment. «Restituirà molti dati, spostamenti e comunicazioni», spiegano i consulenti di parte, convinti che dalla cosiddetta “scatola nera” possano emergere contatti, percorsi e persino eventuali presenze compatibili con quella notte, per chiarire se l’uomo abbia agito da solo.

Non si trova ancora il coltello bilama che l’indagato dice di aver gettato lungo la statale Braccianese. Canali battuti palmo a palmo, ma dell’arma nessuna traccia.
Fuori dalla villetta, tra avvocati e periti, la famiglia Torzullo continua a chiedere verità. Il movente, per i legali, è nella non accettazione della separazione e nella volontà di soffocare l’autonomia di Federica, che stava ricostruendo la propria vita.

Perla sorella Stefania non sarebbe l’affidamento del figlio conteso la causa. Per questo ha chiesto di poter incontrare Carlomagno in carcere: non per perdonare, ma per capire. «È la determinazione di una famiglia che non si accontenta di una versione di comodo», spiegano i legali. Ma almeno su un punto, ora, c’è una certezza: quel bambino non sarà spostato come una pratica. È poco rispetto a ciò che ha perso. Ma è il primo argine contro un dolore che rischiava di travolgere tutto.

tag
anguillara sabazia
federica torzullo
claudio carlomagno

L'ultimo elemento Anguillara Sabazia, la Peugeot rossa cambia il quadro: caccia al complice

L'orrore nella villetta Anguillara Sabazia, "il ruolo determinante della colf": su cosa indagano i pm

Il delitto di Anguillara Anguillara, la sconvolgente lettera ai pm del figlio di 10 anni

Ti potrebbero interessare

Anguillara Sabazia, la Peugeot rossa cambia il quadro: caccia al complice

Anguillara Sabazia, "il ruolo determinante della colf": su cosa indagano i pm

Anguillara, la sconvolgente lettera ai pm del figlio di 10 anni

Redazione

Anguillara, il figlio affidato ai nonni materni: la decisione

Redazione

Niscemi, "peggio del Vajont": la frana non si ferma, scenari apocalittici

"L’irreparabile è già avvenuto", aveva detto in mattinata Nello Musumeci aggiornando su Ni...

Anguillara Sabazia, la Peugeot rossa cambia il quadro: caccia al complice

Claudio Carlomagno non può aver fatto tutto da solo. A non credere alla versione del 47enne non c'è so...

Garlasco, hanno sempre cercato nel canale sbagliato? L'ultima svolta

C'è un canale su cui si stanno concentrando le attenzioni ed è quello dietro casa dei Poggi. Come spie...

Assassinio Tommaso Gigliola, la svolta: chi arrestano 24 anni dopo

Risolto dopo 24 anni l'omicidio di Tommaso Gigliola. L'uomo, 40enne di Brindisi, era stato ucciso nella zona del...
Redazione