Spunta l'ipotesi del vaso di ottone come arma del delitto di Garlasco. Dell'oggetto repertato nella casa della vittima, la 26enne Chiara Poggi uccisa nella villetta di famiglia nel 2007, si è parlato durante la trasmissione televisiva Mattino 5. Ad alimentare i sospetti il fatto che il vaso presenterebbe una lieve ammaccatura sul bordo. Nel corso della trasmissione tv è emerso che negli atti dell’indagine dei Ris dei Carabinieri sarebbe presente la descrizione di questo oggetto.
Il reperto, come si legge nella relazione tecnica, consiste in "un vaso in ottone recante un’ammaccatura". Sul vaso, inoltre, sarebbero state trovate anche delle tracce brunastre di natura dubbia. Nei giorni successivi al delitto, gli investigatori eseguirono sul reperto il cosiddetto Combur test, un esame preliminare utilizzato per individuare eventuali tracce di sangue. Il risultato, però, fu negativo e non venne effettuato alcun prelievo successivo per ulteriori analisi.
"Si sarebbe potuto approfondire – ha spiegato il genetista Pasquale Linarello – ma se Chiara Poggi fosse stata colpita con quello strumento avremmo probabilmente trovato ammaccature molto più consistenti". Nel corso degli anni, comunque, sono state fatte solo delle ipotesi sull'arma del delitto. Nessun oggetto è mai stato identificato in maniera definitiva come lo strumento utilizzato per colpire la giovane.