Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna al centro del dibattito mediatico. Durante la trasmissione Mattino Cinque si è tornati a parlare di orario della morte e di possibili coincidenze temporali che potrebbero avere un peso nella ricostruzione dei fatti legati al delitto di Garlasco.
Nel corso del programma è intervenuto l’avvocato Antonio De Rensis Gallo, che ha puntato l’attenzione su un aspetto cruciale: la determinazione dell’orario della morte. Secondo il legale, una ricostruzione più precisa dei tempi potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’interpretazione della vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. "L’orario della morte potrebbe scagionare Stasi", ha sostenuto l’avvocato durante il dibattito televisivo, ipotizzando una coincidenza con lo scontrino attribuito ad Andrea Sempio, elemento che negli anni è stato più volte citato nelle ricostruzioni alternative del delitto. Nel corso della trasmissione è intervenuto anche il consulente Fortuni, che ha spiegato alcuni aspetti medico-legali legati all’autopsia della vittima. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla presenza di globuli bianchi nelle prime ferite rilevate sul corpo di Chiara Poggi.
Secondo quanto illustrato dall’esperto, la migrazione dei globuli bianchi verso una ferita segue tempi biologici precisi. "C’è evidenza, come riportato dal consulente che ha effettuato l’autopsia e gli esami istologici, che nelle prime ferite erano presenti globuli bianchi usciti dal torrente sanguigno per intervenire sulla lesione", ha spiegato Fortuni. Questo processo, ha aggiunto, richiede normalmente tra i 30 e i 60 minuti, anche se in alcuni casi può iniziare a essere visibile già dopo circa dieci minuti.
La presenza di queste cellule nelle ferite suggerirebbe quindi che il trauma iniziale sia avvenuto circa mezz’ora prima del momento della morte. "Non parliamo del momento della ferita mortale, ma del momento in cui il cuore si ferma. Quando il cuore smette di battere, infatti, questi processi di migrazione dei globuli bianchi si arrestano". Si tratta di elementi tecnico-scientifici che, secondo alcuni osservatori, potrebbero contribuire a ridefinire la finestra temporale dell’aggressione. Ed è proprio su questa possibile ridefinizione che si inserisce il dibattito riaperto in televisione, con l’ipotesi di nuove coincidenze temporali che continuano ad alimentare il confronto tra ricostruzioni diverse del caso.
A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua infatti a suscitare attenzione e discussione pubblica, tra analisi investigative, interventi di esperti e nuove interpretazioni dei dati già emersi nel corso delle indagini e dei processi.