Una foto che può costare cara quella scattata all'interno del seggio elettorale. Lo sa bene un elettore di Catania. L'uomo ha scattato una foto con il suo telefono cellulare mentre si trovava nella scuola Cavour per esprimere il suo voto sul referendum. L'elettore è però stato scoperto e identificato dalla Guardia di finanza. Ma non è il solo. Altri due elettori di Catanzaro hanno fotografato la scheda con il voto espresso. Entrambi sono stati denunciati e il loro voto è stato annullato.
In questo caso è stato il presidente del seggio ad accorgersi che qualcosa non andava e ha chiamato i carabinieri. Dopo i primi accertamenti i due sono stati segnalati alla Procura della Repubblica. Ma cosa rischiano ora i tre? La legge parla chiaro e prevede sia sanzioni penali che sanzioni pecuniarie. Si rischia così di incorrere sia nell’arresto da uno a sei mesi, sia in un’ammenda che oscilla dai 300 ai 1000 euro. Scattare una foto alla scheda elettorale è infatti un reato, lo stabilisce il Decreto-legge n. 49/2008, poi convertito nella legge 30 maggio n.96/2008.
Nell’unico articolo, di cui è composto il decreto richiamato, al primo comma si dispone che: "Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini". Insomma, il primo comma chiarisce il divieto, in capo all’elettore, di introdurre ogni apparecchio atto alla rappresentazione fotografica di immagini.