“Si è creato un clima tossico, esiste un mondo che riguarda lo svolgimento delle indagini e che aspettiamo serenamente, c’è questo mondo parallelo che nasce sul web con insinuazioni e accuse, si confonde la libera interpretazione con la formulazione di teorie assurde e poi tutto questo finisce per rimbalzare su alcune trasmissioni televisive, c’è una sorta di mondo parallelo in cui la notizia è l’esistenza di notizie, fake news…": Francesco Compagna, avvocato di Marco Poggi, lo ha detto durante la trasmissione di Federica Sciarelli, Chi l'ha visto? su Rai 3, riferendosi a tutto ciò che da un anno a questa parte sta ruotando attorno al delitto di Garlasco, l'uccisione della 26enne Chiara Poggi nella villetta di famiglia il 13 agosto del 2007. Un delitto per il quale è stato condannato l'ex della vittima, Alberto Stasi, mentre nei mesi scorsi le indagini hanno messo nel mirino Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, Marco Poggi.
"Si dice ad esempio che non è vero che Marco Poggi fosse in montagna, si ipotizza che la famiglia abbia nascosto le dinamiche riguardanti l’omicidio della figlia, poi non basta nulla, uno fa vedere le foto in montagna e dicono che sono fotomontaggi. Oggi Giuseppe (papà della vittima, ndr) mi diceva che, se serviva, avevano altre foto… è una follia”, ha proseguito il legale. Che poi ha precisato: "All’epoca ciò che cambiò la percezione fu il rinvenimento del Dna sui pedali della bici, i genitori non volevano credere che il fidanzato potesse essere responsabile. Ciò che i telespettatori non sanno è che il numero di perizie fatto è stato vastissimo e i genitori le hanno verificate e analizzate tutte, mentre il mondo dei media ha l’ansia della verità che cancella tutto. Noi sappiamo che c’è un’unica camminata di una sola scarpa e questo sarebbe stato confermato dalla Cattaneo e dai Ris di Cagliari, è difficile scoprire la verità se non si mettono insieme tutti i pezzi, invece adesso sembra quasi un gioco che se trovi la macchia allora cambia tutto”.
Intanto, la famiglia Poggi si è mossa presentando esposti e denunce: “Ne abbiamo lette di tutti i colori… Marco tossicodipendente, in una casa di recupero, che aveva file pedoporno, tutte bugie e assurdità che vanno a colpire persone già provate, poi valuterà l’autorità giudiziaria se ci sarà diffamazione o meno”, ha sottolineato Compagna. Che ha aggiunto: "L'impressione che si ha è che questi genitori di Chiara sono figli di nessuno, possono essere aggrediti senza che a nessuno interessi. Conseguenza evidente, visibile a tutti, è l’aggressione mediatica dei suoi più stretti congiunti, c’è stato anche un problema di diffusione delle foto dell’autopsia, molta spregiudicatezza verso la memoria della vittima e anche questo è un motivo di forte dolore. Chi assiste insieme a me Marco Poggi settimanalmente deve redigere esposti e denunce, abbiamo coinvolto il Garante della privacy, la Procura di Pavia”.
Parlando di Marco, dunque, ha proseguito: "Da tantissimi anni è coinvolto in un grande processo mediatico, inizialmente come vittima ed era già un peso e una cosa non da poco, adesso anche come presunto carnefice o bersaglio gratuito che chiunque può diffamare. Marco non è in una clinica, è un ragazzo normale che lavora, legge i giornali”. E poi: "Vive e lavora in Veneto ed ha scelto da molti anni di sottrarsi alla comunicazione e proprio perché si sottrae c’è un atteggiamento ancora più violento verso di lui, è una scelta personale. Io gli ho detto magari di fare una intervista, ma ci sono profili di sensibilità che dobbiamo rispettare”.
Delitto #Garlasco: “Aggressione mediatica ai congiunti e alla stessa memoria della vittima”. Il legale del fratello di Chiara Poggi, avvocato Francesco Compagna, ha presentato denunce contro chi istiga a odio e violenza contro la famiglia.#chilhavisto→https://t.co/REUftAojBN pic.twitter.com/vu1vcevm11
— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) April 1, 2026




