Non solo l’attesa per la decisione della Corte d’Appello dell’Aquila, ma anche la possibilità di avviare un’azione civile per il risarcimento dei danni. La vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” apre ora a un nuovo fronte legale: quello legato agli effetti psicologici sui minori dopo il distacco dai genitori e il collocamento in comunità. Secondo quanto emerge dai difensori Marco Femminella e Danila Solinas, si sta valutando l’ipotesi di una richiesta di risarcimento davanti al tribunale ordinario. Una scelta che si fonderebbe sugli elementi raccolti negli ultimi mesi e, in particolare, sulle conseguenze emotive subite dai bambini a seguito della separazione forzata. La decisione potrebbe maturare parallelamente all’esito dell’udienza fissata per il 21 aprile, quando i giudici saranno chiamati a pronunciarsi sul reclamo presentato dalla difesa della coppia. Al centro della possibile azione risarcitoria vi sarebbero gli “effetti traumatici” denunciati dai genitori e sostenuti anche da consulenze tecniche di parte. Nella nuova istanza depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata infatti allegata la relazione degli esperti Tonino Cantelmi e Martina Aiello, che analizzano l’impatto della separazione sui minori.
Secondo la linea difensiva, il distacco dal contesto familiare e il trasferimento nella casa famiglia di Vasto avrebbero inciso in modo significativo sull’equilibrio emotivo dei bambini. Un aspetto che potrebbe diventare centrale in un eventuale giudizio civile per danni. Nel frattempo, i minori restano ospitati nella struttura di Vasto, dove proseguono il percorso educativo e scolastico. Il prossimo passaggio chiave resta quindi la pronuncia della Corte d’Appello. Da quella decisione potrebbe dipendere non solo il futuro della famiglia, ma anche la scelta di intraprendere o meno un’azione risarcitoria. Se la richiesta dovesse concretizzarsi, il caso assumerebbe una nuova dimensione, spostando il focus dalle sole misure di tutela dei minori alla valutazione delle responsabilità e dei danni subiti. Un terreno delicato, dove diritto, tutela dell’infanzia e dimensione emotiva si intrecciano in modo complesso