Mentre stai lì, in macchina, che fai il giro dell’isolato per cercare parcheggio (niente, oramai è più facile trovare porcini a gennaio ai giardinetti pubblici), neanche ci fai caso: va così da anni, la tendenza è stabilizzata, ti ci sei (a malincuore) abituato. Lo sai, te ne accorgi benissimo quando fai i conti alla fine dell’anno: se c’è una categoria vessata, tormentata, tartassata è quella degli automobilisti. Ma sul momento non ci pensi, vuoi-che-capiti-proprio-a-me? Be’, per la legge dei grandi numeri, considerando che solo nel 2025, sul fronte multe stradali, le amministrazioni comunali sono riuscite a incamerare la cifra record di 1,77 miliardi di euro, che statisticamente fa su per giù 30 euro a testa ipotizzando che tocchi a tutti i quasi 59 milioni di italiani presenti in questo Paese, patentati o meno, sì: qui nessuno è escluso.
Con un’aggravante, ogni passaggio di stagione va sempre peggio (e infatti, spoiler, è stato così anche l’anno passato): verbali, contestazioni e sanzioni sono aumentate, dal 2022 a ora del 23% ché proprio una buona notizia non è. Mettici l’inflazione, la spesa al super più cara, il costo della benzina che di questi tempi mica è uno scherzo e il quadro si chiude da solo. Tre anni fa abbiamo pagato, tra ztl e autovelox, 1,4 miliardi di euro, adesso sborsiamo 300 milioni in più. Fa piacere a nessuno.
A dare i numeri (letteralmente) sono i dati appena elaborati dalla piattaforma Facile.it su base Siope, ossia sul sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici che è sì aggiornato al marzo del 2026 anche che, in questo caso, ci si è fermati alla fotografia degli ultimi dodici mesi. Si sorride proprio no. Di certo non sorridono gli abitanti delle grandi città che son quelli più prosciugati in assoluto. Milano è la metropoli coi maggiori proventi (178,5 milioni di euro in un anno, sorpresa con un calo del 13% rispetto al 2024 ma con un conto finale comunque da capogiro); la segue Roma che si attesta a 132,7 milioni (meno 9% eppure, anche dalle parti del Colosseo, non un liberi tutti: anzi) e chiude il podio Firenze dove le cose vanno malissimo non su uno, non su due, addirittura su tre fronti. I fiorentini hanno sborsato 73,2 milioni di euro nel 2025 sulle contestazioni dei vigili urbani (primo), hanno pagato di più di prima e neanche poco, ossia un significativo più 19% su base annua (secondo) e sono anche i primi nel rapporto pro-capite con 202 euro a testa (terzo). En-plein, jackpot e banco sbancato: ma era meglio di no.
Le “città cocomero”, quelle con la scorza verde e la polpa rossa, sono quelle che affollano di più la classifica: sarà colpa delle onnipossenti politiche green che puntano sulla mobilità alternativa e sforbiciano su chi l’auto deve usarla per forza, magari per andare al lavoro o per assistere persone anziane o per prendere i bimbi all’asilo. Bella certo, la bicicletta: ma ha i suoi limiti. Nella Napoli dem che, nel 2025, ha riscoperto le limitazioni al traffico nella sacra lotta all’inquinamento atmosferico (sacra per davvero, però se fatta con criterio), gli incassi con la paletta su sono aumentati del 10% (e hanno toccato i 47 milioni di euro); la lenta Bologna in mano al Pd che fatica ad andare a più di trenta all’ora va speditissima quando si tratta di incassare i suoi 27,2 milioni di euro annui incamerati con le multe; nella progressista Torino divisa a metà tra il ricordo degli anni ruggenti della Fiat e l’era ambientalista di oggi le multe stradali fruttano oltre 56 milioni di euro.
Non che sia tutta politica, non si salvano neanche i piccoli paesi guidati da liste civiche e sostanzialmente insospettabili: Carrodano, nella provincia di La Spezia, ha 465 residenti e proventi stradali per quasi 770mila euro; Pettoranello, vicino a Isernia, su 446 anime incamera oltre 641mila euro dalle multe; il sempreverde Colle Santa Lucia, nel Bellunese, su 346 residenti segnala poco meno di 628mila euro di incassi. Automobilista avvisato, mezzo salvato.