Sotto la lente di ingrandimento, per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ci finiscono Gianni Di Vita e la cugina di lui. A far insospettire gli inquirenti alcune loro versioni fornite sui pranzi e le cene delle donne morte e positive alla ricina. Secondo gli inquirenti tutto sarebbe accaduto alla vigilia di Natale. Laura Di Vita, quarantenne, insegnante di scuola superiore, è la donna che dal 29 dicembre ha aperto le porte di casa sua (proprio di fronte a quella ancora sotto sequestro) a suo cugino Gianni e alla figlia maggiore Alice. Stando a Repubblica per Alice Laura è una seconda madre.
Per questo mercoledì scorso, dopo l'interrogatorio di Gianni e Alice, gli investigatori della Mobile di Campobasso hanno sentito per quattro ore, fino a notte fonda, anche lei. Persona informata dei fatti visto che il fascicolo resta ancora contro ignoti. Eppure qualcosa non torna. Su tutto la sera del 23 dicembre: erano a cena insieme Gianni e Laura? E se sì, dove? Era anche lei la sera del 23 dicembre a casa del cugino? A questa domanda la donna ha risposto negativamente, così come "no" è stata la conferma di Gianni Di Vita.
L'uomo dice di essere stato a tavola con moglie e figlia. Mentre Alice, la sorella maggiore di Sara, la sera del 23 dicembre era fuori a mangiare una pizza con amici. Ecco perché negli ultimi giorni, negli uffici della squadra mobile sono state convocate anche amiche e compagne di Alice e Sara.