Il caso Garlasco aggiunge tasselli quasi quotidiani ormai. Soprattutto mediaticamente, è una storia che si allarga a macchia d’olio invece di restringersi verso una conclusione che sia definibile come giustizia. Cosa non va, ora, nell'analisi del profilo criminologico di Andrea Sempio, redatta dal colonnello dei Carabinieri Anna Bonifazi e basata sull’esame delle interviste televisive, dei suoi “soliloqui” in auto, di alcuni suoi appunti e di alcuni messaggi da lui pubblicati su forum online?
È la domanda che ci si pone a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete4 ed il conduttore, Nicola Porro, chiede un parere ad un ospite illustre: “Cuno Tarfusser, lei è stato procuratore capo a Bolzano, sostituto a Milano, giudice e vice-presidente della Corte Penale Internazionale, oggi ex-magistrato. Come le sembra questo documento? Si fanno queste analisi sulle interviste fatte in televisione per tratteggiare il profilo del possibile assassino?”.
Tarfusser spiega: “Io non conosco gli atti di questo processo, non conosco nulla di questo processo e quindi non mi esprimo nel merito. L'unico atto che conosco è quello di cui avete mostrato il servizio e questa è una consulenza tecnica assolutamente vietata. Veramente non posso immaginare come il procuratore Napoleone possa avere dato incarico ai Carabinieri di fare una roba di questo genere”. Porro trasecola: “No, scusi, vietata, scusi, dottore, scusi, non ho capito. Lei ha detto una consulenza assolutamente vietata?”.
Tarfusser conferma: “Assolutamente vietata. Articolo 220, secondo comma del codice di procedura penale. Non si può fare una consulenza tecnica, un'analisi sulla personalità, sul carattere, sulla qualità psichica delle persone, men che meno in assenza della persona stessa, senza confrontare la persona con questi fatti. Io veramente sono sconcertato, questa è una cosa assolutamente inammissibile, inutilizzabile, comunque inutilizzabile nel processo. Non è nulla questo, non vale neanche la carta su cui è scritto”.