Che siano state le stesse Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita a fare ricerche sulla ricina? Gli investigatori non escludono nulla e in queste ore stanno indagando su telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Pietracatella. Nel dettaglio, la procura chiede di estrapolare da ciascun apparato dati utili per accertare "rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina" da parte di mamma e figlia morte avvelenate dopo aver pranzato nei giorni di Natale. Proprio per questo si lavora anche all'estrapolazione delle chat intrattenute tra mamma e figlia inerenti la patologia da ricina affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre.
Viene anche chiesta l'estrapolazione di tutti i dati "relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, da identificare, da parte dei possessori degli apparati" per accertare fatti e circostanze idonee a ricostruire le abitudini di vita, i rapporti interpersonali delle vittime; estrapolazione di dati relativi alla presenza di documenti, note, pagine di diario, missive inerenti a eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.
"Stiamo lavorando, lasciateci lavorare", si è limitato a commentare il capo della Squadra Mobile di Campobasso Marco Graziano in risposta ai giornalisti che chiedevano informazioni sugli ultimi sviluppi. Per chi indaga "rimangono varie ipotesi, per il resto no comment. Non posso parlare. Conoscete l'impegno per le indagini su Pietracatella, ma contemporaneamente lavoriamo anche su tutto il resto e anche questa indagine sulla droga ci ha impegnato molto nelle ultime settimane".