Tre arresti e un sequestro pari a 200 milioni di euro sparsi un po' a tutte le latitudini del mondo: è stato trovato il tesoro del boss Matteo Messina Denaro. Un blitz internazionale coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotto dalla Guardia di finanza ha portato all'individuazione di società, conti correnti e patrimoni ritenuti riconducibili alla rete economica costruita attorno all'ex superlatitante di Castelvetrano.
L'operazione è scattata all'alba in diversi Paesi, con accertamenti e perquisizioni eseguiti contemporaneamente tra Andorra, Gibilterra, Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e Spagna. Secondo gli investigatori, i capitali sequestrati sarebbero stati accumulati e reinvestiti nel corso degli anni attraverso società e strutture offshore utilizzate per schermare il denaro proveniente, in particolare, dal narcotraffico.
Per tre persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L'accusa contestata è quella di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall'agevolazione mafiosa. Al centro dell'inchiesta c'è il sistema finanziario che avrebbe garantito a Cosa nostra la possibilità di muovere e reinvestire enormi somme all'estero, mantenendo vivo il potere economico del clan anche dopo la cattura e la morte di Messina Denaro.
Durante la conferenza stampa a Palermo, il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo ha parlato di "un’operazione di grande importanza dal punto di vista strategico". Quindi ha aggiunto: "Non si tratta solo di individuare e sottrarre a un’organizzazione potente come Cosa nostra una parte importante delle ricchezze accumulate con lo sfruttamento parassitario del territorio, ma si tratta di un’indagine che consente di ostacolare il tentativo di ridarsi un’organizzazione unitaria e onnicomprensiva come quella esisista sino a molti anni fa".
Soddisfazione anche da parte della presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo: "Oggi è un grande giorno per tutti, tranne per i mafiosi". Poi il ringraziamento a magistrati e investigatori: "L’operazione rappresenta un risultato di straordinaria importanza nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa e ai circuiti finanziari alimentati dal narcotraffico e dal riciclaggio internazionale".
Sulla stessa linea il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, che ha definito il blitz "un altro duro colpo alla criminalità organizzata". E ancora: "Con il governo Meloni lo Stato avanza e la mafia arretra, in Italia e all’estero". Per il deputato Galeazzo Bignami, "il sequestro di oltre 200 milioni di euro dimostra che lo Stato c’è ed è più forte delle mafie". Mentre Raoul Russo, componente della commissione Antimafia, parla di "un altro passo decisivo" nella caccia ai patrimoni del boss.