Andrea Sempio e i suoi difensori si dicono tranquilli. Nonostante l'ultima piega sul caso Garlasco, che ora vede indagato il 38enne, Liborio Cataliotti riferisce che "le consulenze della procura non ci preoccupano". Perché? "Per un motivo molto semplice - spiega a Morning News -. Sono state fatte su dati tecnici del 2007". Per questo - è il ragionamento dell'avvocato - non porterebbero a conclusioni affidabili. Diverso invece il discorso sulle impronte di scarpe rinvenute sul sangue di Chiara Poggi. "È l'unica prova ascrivibile certamente all'assassino", ammette, precisando che quelle impronte non possono appartenere al suo assistito. "Quelle hanno condannato Stasi, quelle stesse salveranno Andrea Sempio".
E ancora, questa volta sull'impronta 33, che la procura attribuisce a Sempio: "Ci troviamo davanti a un puzzle in cui si cerca di porre i tasselli che mancano senza nessun riscontro probatorio". Intanto al centro della cronaca ci è finito un altro avvocato: Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi. Lui, ma anche l'inviato del programma Le Iene Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto sono stati indagati dalla Procura di Milano per diffamazione.
Nella querela presentata - tramite i suoi legali - da Stefania Cappa, cugina di Chiara, si contestava l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia. Nella corposa denuncia inviata al pubblico ministero Antonio Pansa sono state allegate anche le trascrizioni di una registrazione tra l'inviato televisivo e una giornalista. Si tratta di una nuova denuncia che si aggiunge alle altre, contro hater e blogger, per provare a frenare le accuse e le illazioni che per mesi hanno visto vittima la famiglia Cappa, mai indagata per il delitto del 13 agosto 2007.