"La famiglia non c'entra". A oltre cinque mesi dalla tragedia che ha sconvolto il Molise, il padre di Antonella Di Ielsi prende la parola e respinge con forza ogni sospetto sui familiari. Lo fa in un’intervista a Quarto Grado.
L’uomo si mostra sgomento di fronte alle ipotesi che il responsabile possa essere nell’ambito familiare: "Pensate davvero che sia successo in famiglia? Ma chi potrebbe aver fatto una cosa simile? Mi sembra impossibile".Ha ripercorso gli ultimi drammatici momenti con la figlia: "Stava quasi in silenzio. Stava in piedi, ma non aveva la forza di parlare. Per me, Antonella aveva già capito che Sara se ne era andata. È crollata a terra, hanno dovuto portare la barella e portarla al pronto soccorso. Io non l’ho più vista".
Ha aggiunto di aver saputo solo dopo della possibile causa: "Nessuno aveva il coraggio di dirmelo".Le indagini si concentrano sull’ipotesi di avvelenamento da ricina, la sostanza tossica rilevata sui corpi di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte a dicembre in provincia di Campobasso.Gli inquirenti hanno sequestrato numerosi alimenti consumati durante le festività natalizie del 23 e 24 dicembre per verificare una possibile contaminazione, magari attraverso conserve o regali. Un’altra pista porta al web sommerso: si sta controllando se qualcuno abbia acquistato online la ricina o i semi da cui si estrae, anche attraverso il dark web.Le indagini proseguono ancora senza un responsabile individuato.