"Entro pochi giorni depositeremo un'istanza, chiedendo anche un'udienza, per poter essere sentiti dal Tribunale dei minori dell'Aquila per presentare le istanze dei genitori. Normalmente ho visto che il Tribunale non ha tempi particolarmente lunghi, penso di poter dire che entro la fine di giugno dovremmo avere qualche decisione": Simone Pillon, avvocato della famiglia nel bosco, lo ha annunciato dopo aver incontrato Nathan e Catherine, i genitori dei tre bambini allontanati dal Tribunale dei minori dell'Aquila dal bosco di Palmoli e spostati in una casa famiglia a Vasto lo scorso novembre.
"Per ben tre volte la Ctu scrive che è opportuno un precoce e auspicabile rientro a casa dei minori - ha spiegato Pillon - e, su questo punto, noi concordiamo completamente. Quindi, pensiamo che sia giunto il momento di riportare i bambini a casa il prima possibile". Riferendosi all'iscrizione dei tre bimbi a scuola il prossimo anno scolastico, il legale ha aggiunto: "È un argomento che vogliamo approfondire senza nessuno steccato con gli operatori, con la tutela, la curatela e il servizio sociale. È un tema su cui la famiglia conserva una propria idea, senza che questa debba diventare per forza oggetto di divisione". E ancora: "Ci sono da una parte delle esigenze che sono state rappresentate e che hanno un loro senso, dall'altra c'è anche un diritto dovere dei genitori previsto dalla Costituzione. Quindi penso che si possa trovare realisticamente una soluzione che rispetti i diritti dei bambini alla relazione, alla socializzazione e i diritti dei genitori".
Pillon, dunque, è stato netto: "Ormai la traiettoria è definita: i bambini devono tornare a casa. Quindi, che senso avrebbe imporre, oggi, delle decisioni ai genitori sapendo che, comunque, poi domani saranno sempre loro a doverle mettere in pratica? È meglio che oggi si concordi con reciproca elasticità, con reciproca comprensione e poi insieme, domani si attui quello che si è deciso. Andare allo scontro non serve a nessuno". L'avvocato ha spiegato, inoltre, che "i genitori prontamente hanno chiesto e ottenuto di iniziare un percorso di sostegno alla genitorialità. L'equipe del servizio di neuropsichiatria infantile di Atessa, devo dirlo, sta facendo un lavoro ottimo di accoglienza, di comprensione e anche di sostegno, di aiuto e di supporto. Sono molto contenti di questa relazione e intendono proseguirla".
"Abbiamo dei bambini che vivevano una vita molto peculiare, non abituati a vivere nelle quattro mura di un appartamento, ma all'aperto con una vita molto più bucolica di quella che possiamo oggi noi garantire ai nostri figli. Quindi, limitarli ulteriormente, secondo me è qualche cosa che ha aggravato la loro sofferenza. Già di per sé tutti soffrono, ma loro, secondo me, in modo particolare", ha chiosato Pillon.