“Di fronte al processo mediatico in scena attorno al caso Garlasco provo una profonda vergogna e una profonda tristezza”: a dirlo Giuseppe Visone, pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Intervistato dal Foglio, il giudice si è detto inorridito da tutto ciò che da oltre un anno riguarda il delitto di Chiara Poggi, la 26enne trovata morta nella villetta di famiglia il 13 agosto 2007. Un omicidio per cui è stato condannato l'ex fidanzato Alberto Stasi, mentre adesso sotto indagine c'è un amico del fratello della vittima, Andrea Sempio.
“La celebrazione, parallelamente alle indagini e ai procedimenti penali, di un processo sotto forma di talk show lede alla base i princìpi dello stato di diritto. Non soltanto la presunzione di innocenza degli indagati ma anche il rispetto delle vittime. Non si tutelano le vittime rendendo mediatico il processo che le riguarda. Anzi, si rischia una vittimizzazione mediatica che amplifica il danno già ricevuto, moltiplica il dolore e le sofferenze”, ha spiegato Visone.
Tutto questo, a detta del pm napoletano, non può che avere conseguenze negative sul piano giuridico: "Nel complesso il processo mediatico va ad alterare il processo decisionale. Più aggraviamo l’interprete, in particolare il giudice, con il peso dell’impatto mediatico che la sua decisione può avere e più aumentiamo la sua preoccupazione, non facendo così un buon servizio alla giustizia".