Dopo tre giorni di incessanti ricerche è stato trovato dai Carabinieri il corpo di Chiara Guerra, l'insegnante di 53 anni uccisa giovedì sera a San Stino di Livenza, nel Veneziano. Per il delitto ha confessato il nipote diciassettenne. Il ragazzo aveva riferito agli investigatori di aver gettato il cadavere nel canale Malgher. Le squadre dei sommozzatori dei carabinieri sono state impegnate da giorni nelle ricerche con il supporto dei sommozzatori. Proprio loro hanno individuato il corpo nelle acque del Lemene e sono ora al lavoro per il recupero della salma. Le operazioni erano scattate dopo le indicazioni fornite dal giovane, che avrebbe anche dichiarato di aver gettato nelle stesse acque l'arma del delitto. Le ricerche erano rese particolarmente difficili dal collegamento del canale con altri corsi d'acqua e dalla presenza di correnti.
Il corpo di Guerra presentava ferite di arma da taglio. Un particolare che conferma l'ipotesi degli investigatori, ossia che la donna sarebbe stata colpita con almeno 16 coltellate nella legnaia della residenza dove la famiglia vive. Dopodiché il 17enne avrebbe caricata il cadavere su una carriola coprendola con un telo per portarla sull’argine del vicino canale e buttarla in acqua.
Il motivo del gesto è ancora ignoto ma sembra certo che tra zia e nipote non scorresse buon sangue. Erano infatti frequenti i litigi, sempre per lo stesso motivo: il patrimonio di famiglia. Un podere da 5mila metri quadri, dove abitava zia Chiara, rimasta sola dopo che i genitori, nonni del ragazzo e fondatori del piccolo impero, si sono trasferiti in casa di riposo. Anche il nipote vive nella stessa tenuta insieme a mamma e papà, ma in una villetta più piccola.