Ancora un arresto per terrorismo. Questa volta a finire in manette è il 30enne Abunada Abdalmuti, cittadino palestinese, residente nella provincia di Brindisi. L'uomo è stato fermato dal Raggruppamento operativo speciale - supportato in fase esecutiva dal Comando provinciale carabinieri di Brindisi, oltre che da militari del gis, del VI Nucleo elicotteri carabinieri di Bari e del Nucleo carabinieri cinofili di Tito con le accuse di terrorismo, aggravato dall’utilizzo di sistemi informativi e telematici.
Le prime segnalazioni erano arrivate nell'aprile del 2025 a una stazione dei carabinieri di Brindisi e riguardavano un profilo social, dove venivano pubblicati foto, video e commenti inerenti al conflitto israelo-palestinese. L'indagine degli inquirenti si è concentrata sul web patrolling e ha permesso di ricostruire la rete virtuale degli indagati e di documentare quella che gli investigatori definiscono "un progressivo processo di radicalizzazione", registrando uno "scivolamento da una posizione di generica solidarietà verso la causa palestinese a espressioni di crescente adesione alla retorica jihadista, con manifestazioni di apprezzamento/apologia verso le azioni di terrorismo e il martirio quale forma suprema di devozione religiosa, fino a dichiarazioni di aperto sostegno ideologico a intraprendere azioni dirette".
Sui vari profili social gli indagati avrebbero pubblicato quotidianamente materiale propagandistico caratterizzato da contenuti istigatori, con riferimenti alla jihad, all'attacco armato anche contro obiettivi civili e alla legittimazione religiosa della violenza contro gli infedeli. Gli elementi raccolti, precisano i carabinieri, non consentirebbero di attribuire agli indagati l'appartenenza a organizzazioni terroristiche strutturate, ma evidenzierebbero l'adesione a una rete informale ispirata all'ideologia jihadista e attiva soprattutto sul piano della propaganda online.
I contenuti pubblicati sui social hanno permesso agli investigatori di arrivare ad Abdalmuti, che è stato catturato in un blitz scattato in piena notte, all'interno di una palazzina a due piani nel centro di Latiano, in provincia di Brindisi. Durante l'operazione si sono alzati in volo anche gli elicotteri e sono stati portati sul posto i cani anti-esplosivo. "Sembrava una scena da film”, ha commentato una residente sui social. Abdalmuti, nato a Ramallah in Cisgiordania, lavorava come pizzaiolo e sembrava pienamente inserito nel tessuto sociale. Tra i residenti del paese, nessuno aveva mai notato comportamenti particolari che spingessero a sospettare di lui. E tantomeno a pensare che potesse avere a che fare con reti jihadiste.
Nel frattempo, i militari hanno dato esecuzione anche a un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti di un altro palestinese, di 25 anni, indagato in stato di libertà per gli stessi reati del 30enne connazionale.