Dopo 17 anni dalla strage di Viareggio, la Cassazione ha confermato le condanne per tutti e 11 gli imputati. L’ex amministratore delegato di Fs e Rfi, Mauro Moretti, è stato condannato definitivamente a 5 anni di reclusione e ora dovrà entrare in carcere. La difesa aveva chiesto di applicare le attenuanti generiche nella misura di un terzo, che avrebbe portato la pena sotto i 4 anni evitando la detenzione, ma la richiesta è stata respinta. I reati contestati sono disastro ferroviario colposo, incendio e lesioni colpose.
Tra le altre condanne definitive spiccano i 6 anni ciascuno per Peter Linowski e Rainer Kogelheide di Gatx Rail, 5 anni e 6 mesi per Roman Meyer, oltre 4 anni per i responsabili tedeschi dell’officina Junghental, 4 anni e 2 mesi per l’ex ad di Rfi Michele Mario Elia e 4 anni per Mario Castaldo. Fino a oggi era l’unico in carcere Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, con 4 anni e 2 mesi.La tragedia avvenne nella notte del 29 giugno 2009: un vagone-cisterna carico di GPL deragliò, perse il carico e provocò una violentissima esplosione nel quartiere Terminetto di Viareggio.
Morirono 32 persone, tra cui tre bambini, e un intero quartiere fu devastato. Secondo i familiari delle vittime, la strage fu causata da una lunga serie di omissioni, mancate manutenzioni e valutazioni dei rischi ignorate lungo tutta la catena delle società coinvolte. La sentenza chiude un processo lunghissimo e molto controverso.