In piedi, alle spalle di ombrelloni e sdraio, si abbassa i pantaloncini, tira fuori il membro e, con totale noncuranza, inzia a masturbarsi. È pieno giorno a Pegli, sulla spiaggia ci sono famiglie e bambini, ma l’africano ripreso dal video di una bagnante continua. Finché alcuni uomini non intervengono. Lo spintonano e cercano di farlo allontanare. Uno lo prende persino a ombrellate. È successo giovedì scorso sulla spiaggia pubblica di Genova Pegli. Nel video, girato da una signora, si sente anche una bambina a pochi metri di distanza dall’uomo chiamare la madre: «Mammina vieni?». Alcuni ritengono che il ragazzo sia nord africano, tuttavia sarebbe originario dell'Africa centrale, probabilmente della Repubblica del Congo o della Guinea Equatoriale.
Nel video, il ragazzo non resta fermo. Ad un certo punto inizia a camminare continuando a masturbarsi, noncurante delle persone che ci sono di fronte a lui. Alcune persone hanno cercato di fermarlo e gli hanno urlato di andare via. Tuttavia il giovane sarebbe rimasto impassibile continuando i suoi gesti sessuali e non si sarebbe nemmeno scusato. «Se gli viene torto un capello e poi ci identificano andiamo nei casini. Abbiamo paura dei giudici che li difendono. Purtroppo è così», avrebbero dichiarato alcuni bagnanti spiegando perché non sono intervenuti.
Ma dopo l’episodio, ora il quartiere si ribella. Il grave episodio di atti sessuali davanti a minori è stato condannato anche dal presidente del consiglio regionale Stefano Balleari (Fdi): «Il caso choc avvenuto in spiaggia a Pegli davanti a bimbi e famiglie non può e non deve essere sottovalutato, né sottotaciuto. Chi ha compiuto quegli atti osceni davanti a bimbi e famiglie va identificato e deve rispondere pienamente delle sue azioni, senza se e senza ma. Difendere la nostra comunità non è una battaglia politica, è un dovere verso i cittadini». I residenti hanno quindi deciso di protestare contro l’insicurezza dilagante negli ultimi mesi e di dare il via a una petizione popolare indirizzata al sindaco Silvia Salis per chiedere «interventi urgenti per la sicurezza, il decoro e la vivibilità della delegazione di Pegli».
Ma quello di Pegli non è certo il primo caso. Pochi giorni fa un cittadino rumeno di 48 anni è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico dopo essere stato sorpreso a compiere gesti di autoerotismo su una spiaggia di Ravenna. L’episodio si è verificato nella mattinata di sabato 21 giugno a Lido Adriano, dove l’uomo è stato fermato dalla polizia su segnalazione di una donna. Il soggetto è stato identificato e deferito in stato di libertà per aver commesso il reato in presenza di numerose persone, tra cui famiglie con minori.