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Pistoia, c'è un coccodrillo nel lago. E arriva l'esperto dall'estero

di Luca Puccini sabato 4 luglio 2026

4' di lettura

L’animale sarebbe stato avvistato da un operaio di passaggio C’è pure una foto (poco attendibile). E sui social diventa virale Che pure esista qualche dubbio c’è: fatto sta che a Pistoia hanno preso la faccenda molto sul serio.

Primo perché con un coccodrillo c’è poco da scherzare (è tra i predatori più letali che esistano, un suo morso ha la pressione di una tonnellata per centimetro quadrato, che è più o meno la forza che servirebbe per tenere su un’utilitaria con un dito), secondo perché gli allarmi trattati sottogamba servono a un piffero (la prevenzione passa anche dalle segnalazioni surreali: e metti caso che, invece, un suo fondamento ce l’abbia, poi che si fa?) e terzo perché comunque, la psicosi collettiva, un po’ sui social e un po’ al bar del paese, quella è scoppiata per davvero ed è necessario tenerla a bada. Tra l’altro è estate.

COME A LOCH NESS

È passata (per modo di dire) la canicola irrespirabile dell’ondata di caldo della settimana scorsa, ma qui si boccheggia ancora: sì, d’accordo, il “laghetto” di Masiano è un invaso privato e anche fangoso, non è che inviti proprio al tuffo refrigerante. Però se succede? Se qualcun altro (oltre all’operaio che a metà maggio ha scattato la foto che sta facendo discutere mezza provincia) si imbatte in quel rettile gigantesco?

Se ne venisse fuori un patatrac, considerato che nelle scorse settimane han fatto capolino curiosi col binocolo in mano modello Loch Ness? È meglio far la figura adesso dei fessi creduloni che non si fanno troppe domande o dei gonzi che non han dato credito al pericolo domani? 

Probabilmente la risposta sta nel mezzo (non prenderla alla leggera e non farne nemmeno una questione di Stato), e infatti così la stanno trattando in Toscana: però allora, e giustamente, è meglio vederci chiaro. Ché un mese e mezzo fa, quando un uomo impegnato a ripulire gli argini dell’invaso di un’azienda vivaistica, ha spergiurato di aver visto un coccodrillo affiorare dall’acqua (e l’ha immortalato col cellulare),, ha sollevato non pochi sospetti. Possibile? E come ci è arrivato in quel “laghetto” l’animale? Sarà mica piuttosto lo scherzo di qualche buontempone col vizietto dell’intelligenza artificiale?

Gli esperti (per esempio i fotografi naturalistici o i veterinari del Giardino zoologico di Pistoia o i carabinieri forestali) hanno cominciato a notare particolari che non tornano: il coccodrillo di Masiano avrebbe gli arti anteriori troppo lontani dalla testa, l’acqua che lo ricopre sembrerebbe ferma e senza increspature, mancherebbe persino il riflesso del cielo nuvoloso e i metadati del file (chissà perché) non si riescono a recuperare. Sì, va bene, ma nel frattempo? Perché per ora manca la certezza, da un lato come dall’altro, forse quell’avvistamento è un fake o forse non lo è, ma si torna al punto iniziale: non farsi trovare impreparati.

E appunto al lavoro si son messe procura e prefettura, vigili del fuoco, autorità, studiosi di animali esotici: il perimetro del “laghetto” è stato recintato, di lì non si passa, sono state piazzate delle fototrappole (che tuttavia non hanno prodotto niente di utile ancora) ed è stato chiamato un super professionista dalla Francia che ha già fatto costruire un’enorme trappola di metallo (una gabbia lunga quattro metri e alta uno, con quattro galleggianti laterali e un portellone che si chiude a molla se il coccodrillo entrerà attirato da un’esca attaccata a un gigantesco amo).

Lui, il cacciatore di coccodrilli, Oliver Behra, è considerato una sorta di istituzione: nelle ultime ore ha fatto un sopralluogo nell’invaso che è profondo circa quindici metri su una piccola imbarcazione motorizzata che è stata approntata per l’occasione. Per il resto si vedrà. Nel senso che se c’è davvero un rettile di tre o quattro anni (potenzialmente lungo due metri e mezzo) a Masiano è, di fatti, ancora da vedere.

LEONI, PANTERE E CAIMANI

Del resto, in Italia, il repertorio di bestie, besticciole e bestioni a zonzo è sufficientemente discreto di suo. Nell’estate del 2019, in Sardegna, il caimano Jack, fuggitivo da un circo, ha tenuto in ostaggio per quasi un mese la stagione balneare finché sono i forestali l’hanno catturato. A novembre del 2023, invece, a Ladispoli è toccato al leone Kimba, anche lui evaso da un circo, ruggire in faccia, dopo sette ore di scorribande, al veterinario che lo aveva appena colpito con un dardo sedativo. A San Severo, tra il 2020 e il 2021, e un po’ per tutto il Foggiano e il Barese, si sono accavallati avvistamenti di una pantera che non è mai stata ritrovata nonostante le ricerche siano state effettuate addirittura con l’elicottero.

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