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I compagni processano ancora gli agenti

Magi: "Lo Stato ha ucciso Fakir". Ilaria Cucchi: "Macchina del fango contro il marocchino". Camusso contesta la formazione della forza pubblica
di Michele Zaccardi mercoledì 22 luglio 2026

2' di lettura

La sinistra va di nuovo all’assalto della polizia. E, dopo gli scontri di lunedì sera tra manifestanti e forze dell’ordine a Bologna, torna ad attaccare per la morte di Fakir Abderrahim. Dalla commissione sui diritti umani di Palazzo Madama, la senatrice dem Susanna Camusso fa sapere di aver «chiesto a nome del Pd che si riunisca l’ufficio di presidenza per valutare quali siano le procedure di formazione del personale delle forze dell’ordine in merito alla sicurezza sanitaria e all’integrità fisica delle persone sottoposte a fermo». Duro anche Riccardo Magi, segretario di +Europa. «Non è accettabile che si muoia quando si è nelle mani dello Stato, tanto meno che si muoia per mano dello Stato» ha affermato il deputato nella conferenza stampa al Senato sulla morte di Fakir.

«La sentenza della Cassazione sul caso Aldrovandi prescrive che quella manovra» di immobilizzazione del fermato «deve cessare appena la persona è ammanettata. Immediatamente la persona deve essere messa in posizione supina o sul fianco, perché il peso degli agenti che grava sui polmoni e sullo sterno può portare al soffocamento», continua il segretario di +Europa. «La Cedu ha condannato l’Italia e la obbliga a occuparsi della formazione degli agenti». «E poi c’è anche un altro punto: quella sentenza dice che nel caso Magherini non c’è stata un’indagine indipendente poiché a occuparsi dai primi momenti successivi al fatto sono stati in quel caso i carabinieri che erano gli stessi ad essere intervenuti».

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Anche Ilaria Cucchi è tornata sul caso. «Sentir parlare la nipote della vittima per me è stato come rivivere un dolore. Io parlo da cittadina, una cittadina che ha vissuto sulla propria pelle quello che sta per vivere questa famiglia. Lo vediamo già da adesso: la macchina del fango. Si comincia già a dire che è morto per colpa sua. Vi ricorda qualcosa? Sappiamo benissimo cosa dovrà affrontare questa famiglia. Il processo al morto, come lo chiamo io» ha dichiarato la senatrice di Avs, facendo riferimento alle parole di Yossra Fakir, nipote di Abderrahim, a margine della conferenza stampa in Senato che ha organizzato.

«Non solo l’Italia non impara, ma l’Italia fa ancora di più», denuncia quindi Cucchi, che sostiene come «il principale responsabile dei fatti accaduti domenica a Bologna sia chi ci governa». Sono loro, infatti che insistono «con queste politiche tutte fondate sull’odio e sul razzismo», continuando a parlare «alla pancia della gente, alle paure della gente». Per questo la senatrice di Avs lancia un appello: «Non facciamo finta di niente. Non facciamo finta che è morto perché se l’è cercata», afferma, sottolineando poi anche come non bisogna farsi intimidire neanche dal fatto che «nel momento in cui rivendichiamo verità e giustizia per questa persona potremmo essere accusati di essere il partito anti polizia».

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