Le indagini sulla morte di Luca Esposito, giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato nella notte tra il 18 e il 19 luglio in una zona rurale di Eboli, hanno portato a nuovi elementi emersi dagli esami autoptici preliminari. Secondo quanto riportato, l'uomo potrebbe essere stato ancora vivo quando è stato appiccato il fuoco al suo corpo: nei polmoni sarebbero state trovate tracce di fumo, un dettaglio che suggerirebbe che Esposito stesse ancora respirando durante l'incendio.
L'autopsia avrebbe stabilito che la causa della morte è stata una "asfissia meccanica violenta", cioè un soffocamento. Gli investigatori ipotizzano quindi una dinamica particolarmente cruenta: il giornalista sarebbe stato aggredito e colpito con un oggetto contundente, poi soffocato e infine dato alle fiamme quando forse era ancora in vita. Gli accertamenti proseguiranno con la relazione definitiva dell'autopsia. Il telefono potrebbe contenere dati, immagini o documenti utili alle indagini. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo la vita privata di Esposito.
Parallelamente, i carabinieri stanno cercando il cellulare della vittima, ritenuto un possibile elemento chiave per ricostruire gli ultimi momenti della sua vita e individuare eventuali responsabili. Il telefono potrebbe contenere dati, immagini o documenti utili alle indagini. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo la vita privata di Esposito, descritta come caratterizzata da diversi aspetti poco chiari.
Tra questi emerge il racconto di un conoscente sulla presunta esistenza di una "moglie fantasma": Esposito diceva di essere sposato con una farmacista di Caserta, ma nessuno tra amici e conoscenti avrebbe mai visto la donna o avuto conferme della relazione. Il giornalista, tuttavia, portava spesso un anello simile a una fede anche durante apparizioni pubbliche.