Strage di italiani in Perù, sette morti, due famiglie sterminate, la Brianza sotto-choc. Fatale lo schianto a bordo di un piccolo Cessna, precipitato in una verticale quasi perfetta. Ma cosa è successo davvero? Già, perché in questa storia ancora molte cose non tornano, soprattutto l'assenza della scatola nera. E un video, in particolare, come sottolinea il Corriere della Sera, suscita dubbi e sospetti tra gli esperti.
Le immagini finite al centro dell'attenzione degli investigatori mostrano infatti il velivolo ormai privo di un'ala e con parti dell'altra che si staccano durante la caduta. Un dettaglio cruciale per ricostruire gli ultimi istanti del Cessna 208B Grand Caravan, sul quale viaggiavano 11 turisti e due piloti. La Commissione per le indagini sugli incidenti peruviana ha già avviato la raccolta degli elementi utili. Al lavoro potrebbero aggiungersi specialisti italiani dell'Ansv, oltre a tecnici tedeschi, spagnoli e statunitensi.
Le ipotesi sul tavolo sono quattro: guasto, condizioni meteorologiche, errore umano e cedimento strutturale. Scenari che potrebbero anche essere "legati" tra loro. Una delle possibilità è che l'equipaggio, alle prese con un'emergenza improvvisa, abbia tentato manovre che avrebbero sottoposto l'aereo a sollecitazioni estreme.
Un elemento arriva dal ministro del Commercio estero e del Turismo Rogers Valencia: poco prima della tragedia "dall'aereo hanno segnalato problemi meccanici". Stabilire la sequenza esatta degli eventi, però, sarà complicato. Sul Grand Caravan le scatole nere non sono obbligatorie e il velivolo ne era sprovvisto. Gli inquirenti dovranno dunque incrociare transponder, Gps, avionica e dati del motore.
Il Cessna della compagnia Aerodiana, impiegato nei voli turistici sopra le Linee di Nazca, era decollato da Pisco alle 12.10 locali. In zona il vento raggiungeva circa 40 chilometri orari, altro fattore che finirà sotto la lente. Alle 13.01 sarebbe arrivata la dichiarazione di emergenza dell'equipaggio. Poi il silenzio: ai successivi tentativi di contatto da terra nessuno avrebbe risposto.
A individuare la zona dello schianto è stato un altro pilota, inviato per una ricognizione dall'alto. Da lì era visibile il fumo. Ora saranno soprattutto i rottami, e in particolare ciò che resta delle ali, a dover raccontare cosa sia accaduto negli ultimi drammatici secondi di volo.