Il sindaco così lo potrebbe fare chiunque. Un pugno di estremisti occupa uno stabile, dopo tanti anni scoppia un incendio, gli sfollati finiscono in strada e lui riceve i promotori dell’occupazione garantendo di voler comprare l’edificio e regalarglielo. Non pronuncia mai la parola graduatorie. L’arcano è facilmente intuibile. Roma, il sindaco si chiama Gualtieri, l’occupante è il centro sociale rosso Spin time. La vergogna è che il primo cittadino di Roma riceve in pompa magna i capi dello Spin Time e li rassicura pure. «Il Comune - ha detto Gualtieri - ha “formalizzato” una proposta alla proprietà, confermando la disponibilità di Roma Capitale ad acquisire l’immobile sulla base della valutazione dell’Agenzia del Demanio o dell’Agenzia delle Entrate».
I soldi non verranno dal conto corrente personale di Gualtieri o dei suoi assessori, bensì dalle tasse che pagano i romani. Di più: migliaia di domande per case popolari verranno ancora ignorate, a beneficio delle famiglie reclutate dallo Spin Time per occupare l’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme. Il piano è ingegnoso, a Roma il sindaco lo puoi fare con i soldi degli altri. La realtà è che a un anno circa dalle elezioni comunali, in Campidoglio vogliono tenersi buoni gli abusivi dell’estrema sinistra, in questo caso i voti non puzzano. Gualtieri è in evidente difficoltà al di là di quello che cianciano i sondaggisti di parte e il copione è sempre lo stesso, fa notare acutamente la consigliera regionale di Fdi Laura Corrotti, che alla Pisana presiede la Commissione casa: «Arrivano i soliti attori, i soliti registi, i soliti personaggi dello spettacolo a fare da scudo politico al sindaco. È accaduto con i cinema chiusi, si ripete ora con Spin Time». L’accusa è sacrosanta: non si spiegano ai romani le scelte che si compiono assumendosene la responsabilità, ma l’obiettivo resta - more solito - la narrazione che si affida ai testimonial di sempre.
RISORSE PUBBLICHE
«Mentre migliaia di famiglie fanno sacrifici per pagare mutui, affitti e bollette - è la bordata finale della Corrotti - il Campidoglio sembrerebbe pronto a impegnare risorse pubbliche per un’operazione che rischia di trasformare un’occupazione abusiva in un caso da sanare con i soldi dei cittadini, lasciando indietro chi ha sempre rispettato le regole. Il principio che passa è devastante: chi rispetta la legge paga, chi la viola finisce per essere premiato. È un precedente gravissimo che mina il senso stesso della legalità e della fiducia nelle istituzioni». Se il Comune compra e destina a edilizia residenziale pubblica e sociale, secondo questa impostazione andrebbero rispettate le liste d’attesa ordinarie, non un “diritto” maturato con l’occupazione.
Il Campidoglio presenta invece l’operazione come continuità del Piano Casa e come modo per salvaguardare un’esperienza di inclusione già consolidata, oltre a risolvere l’emergenza immediata. E il Vippaio che sorregge il sindaco Gualtieri - Saviano in testa - è il solito scudo mediatico ad una vergogna.