Nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. È accaduto all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove una donna è stata arrestata dopo aver devastato alcuni locali della struttura e aggredito un anestesista. La protagonista della vicenda è la figlia di una paziente ricoverata in Rianimazione, deceduta nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre.
Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe reagito con estrema aggressività alla notizia della morte della madre. Dopo aver iniziato a urlare nella sala d’attesa riservata ai familiari, si sarebbe accanita contro gli arredi, arrivando a danneggiare anche i pannelli del soffitto.
La situazione è rapidamente degenerata, costringendo gli operatori sanitari e le guardie giurate a intervenire. Per ragioni di sicurezza è stata isolata una parte della sala d’attesa e sono stati evacuati anche alcuni pazienti presenti nell’area del Pronto Soccorso adiacente. Nonostante il tentativo di contenimento, la donna avrebbe continuato a danneggiare i locali, riuscendo successivamente a raggiungere la Rianimazione.
Qui avrebbe minacciato e colpito un anestesista, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, che hanno provveduto a bloccarla e ad arrestarla. Durissima la reazione del direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin: «È sconsolante il dilagare di questi episodi - commenta il direttore generale dell'Ulss 3, Massimo Zuin - che non sono giustificabili mai, per nessun motivo». Zuin ha espresso solidarietà agli operatori coinvolti, sottolineando come medici e sanitari non possano diventare bersaglio di sfoghi violenti. Nella stessa notte, inoltre, una persona è stata fermata dopo essersi introdotta negli uffici di controllo dell’ospedale. Le sue motivazioni sono ora al vaglio degli investigatori.