Secondo quanto riportato da La Stampa, l’uomo di 42 anni accusato di aver abusato sessualmente di una tredicenne ha scritto una lettera al Tribunale del Riesame per esprimere il proprio pentimento. "Sono molto dispiaciuto per quello che ho fatto alla bambina. Me ne vergogno profondamente", ha scritto, assicurando che episodi simili non si ripeteranno.
La lettera è stata presentata durante l’udienza del Riesame, chiamato a decidere sulla richiesta della Procura di disporre il carcere. L’uomo, attualmente libero con obbligo di firma dopo la decisione del gip, non si è presentato in aula e vive nascosto per paura di aggressioni e della forte reazione suscitata dalla vicenda.
Nel manoscritto, realizzato con l’aiuto di un interprete, l’indagato dichiara di voler intraprendere un percorso psicologico in un centro specializzato per uomini che hanno commesso violenze contro donne e bambini. Afferma inoltre di voler frequentare un corso di italiano e di non voler più lavorare a contatto con il pubblico. Tra le possibilità immagina un impiego come lavapiatti.
L’uomo, arrivato in Italia nel 2021, sostiene di aver bisogno di lavorare per continuare a sostenere economicamente la moglie e i tre figli in Bangladesh, ai quali invia circa 1.300 euro al mese.
La Procura lo considera tuttavia pericoloso e ritiene concreto il rischio di fuga e di reiterazione del reato. La difesa ha chiesto di respingere la richiesta di arresto, proponendo eventualmente misure alternative, come il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame avrà venti giorni per decidere.