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Roma, a 13 anni accoltella la prof per un debito in geografia. Il marito: "In galera lui e i genitori"

di Claudia Osmetti sabato 19 settembre 2026

3' di lettura

Il conto alla rovescia pubblicato su TikTok, il cellulare usato come una di quelle telecamerine che riprendono le gare in bicicletta, attaccato sul casco, sotto gli occhiali da softair e in tasca due coltelli da sub. È iniziata così la mattinata convulsa della scuola Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, ieri, a neanche una settimana dalla prima campanella di settembre, con un ragazzino di appena tredici anni (M. V.) che prende di mira un’insegnante, le spruzza addosso dello spray urticante al peperoncino e prova a colpirla con quelle maledette lame cercando pure di mandare il suo folle gesto in diretta su Telegram.

Il live non è nemmeno partito, e la prof di italiano, Isabella Marsilio, ha rimediato fortunatamente solo ferite superficiali: ma che sia stato (grazie al cielo) un mezzo miracolo non toglie assolutamente nulla alla gravità di quanto successo. «Ho avuto paura di morire», spiega Marsilio, «lui mi accoltellava e stava in silenzio». Si è salvata, questa docente di 66 anni, per un altro adolescente, un ragazzino nato in Congo, che non appena è scoppiato il trambusto è intervenuto per soccorrerla.

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PROGNOSI DI SETTE GIORNI

Lei, Marsilio, pure in procinto di andare in pensione, è già stata dimessa dall’ospedale nel quale è stata trasportata per gli accertamenti con una prognosi di sette giorni; lui, M. V., è stato bloccato da alcuni addetti della scuola e consegnato ai carabinieri che lo hanno accompagnato in caserma e hanno chiamato i suoi genitori (sono gli agenti dell’Arma che, sequestrandogli il telefonino, hanno scoperto come aveva orchestrato il suo blitz: acquistando i pugnali, l’elemento e gli occhiali su un sito internet e lanciando dal suo profilo un count-down agghiacciante).

Starà alle forze dell’ordine, ora, capire se qualcuno (magari maggiorenne) lo ha aiutato: nelle scorse ore il 13enne avrebbe postato online anche le foto di un giovane killer russo che aveva fatto una strage in una scuola e di Adam Lanza, l’autore di un omicidio di massa nel Connecticut quattro anni fa.

«Come sia andata lo devo capire bene pure io, lei vive per i suoi ragazzi», si sfoga che è ancora pomeriggio il marito di Marsili, «spero però che mettano in galera lui e i suoi genitori. Quel ragazzo aveva due debiti, uno lo doveva riparare oggi guarda caso. Non so se in geografia o in storia o in altro. La prossima settimana toccava a quello di italiano». Sarebbe da ricercare proprio lì, in quel debito scolastico, anche secondo alcune altre studentesse che erano presenti alla scena, da ricercarsi la ragione del gesto: «Ha voluto vendicarsi in quanto aveva un debito per un brutto voto che la prof gli aveva messo alla fine dello scorso anno. Se l’è segnata e, per questo, ha voluto aggredirla».

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NON C’ERANO AVVISAGLIE

Tutto ancora da chiarire, certo, lo faranno gli investigatori in via ufficiale, ma tutto ancora anche da spiegare: la comunità scolastica del Verga è «scossa» e fa sapere che «ora dobbiamo pensare ai ragazzi, non c’erano state avvisaglie». M. V., prima di ieri mattina, non aveva mai destato alcun sospetto, non era considerato un alunno problematico, su di lui «non c’erano preoccupazioni in questo senso, né di nessun altro tipo, né in classe né in famiglia».

Eppure, ieri mattina, prima delle 9.30, con «lo sguardo gelido» (dirà Marsili una volta dimessa dal pronto soccorso), ha preso uno dei due coltelli che aveva, l’altro era ancora legato alla cinta dei pantaloni, e l’ha colpita almeno tre volte. Un ragazzino che frequenta la terza media, che è arrivato a scuola come sempre, che rispetto agli altri giorni è invece andato subito in bagno a cambiarsi, che ne è uscito per portare a termine un piano studiato a puntino e terrificante. «È entrato per ultimo in classe, poco prima dell’inizio delle lezioni, dopo averla accoltellata le ha dato anche due pugni. La odiava», raccontano ora i compagni del 13enne sottolineando tuttavia che nessuno di loro, al di fuori della scuola, lo abbia mai frequentato per davvero.

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